Il mio nuovo grande Calendario 2018 sulla Sardegna

Ho sfruttato tutto il possibile del formato 70×50 cm. Paesaggi in grande formato per una grande sfida, tecnologica e creativa. Tecnologica perché ho stampato il calendario con una macchina tipografica che stampa in digitale ad altissima risoluzione su carte tradizionali di grande pregio. Creativa perché ho dovuto fare una sintesi, come scrivere una poesia in pochi versi e dare alla Sardegna un’interpretazione evocativa degna della forza dei suoi luoghi marini; dolci o aspri che siano, fuori stagione il paesaggio costiero sardo è struggente per la sua integrità. Non sono sardo, ma sento di appartenere ad una Sardegna che mi ha dato molto, tanti amici, diversi libri fotografici e meravigliose estati. Molti paesaggi sardi abitano la mia mente, luoghi sul mare ai quali sento di appartenere. Il fotografo di paesaggio si riflette in esso e alcuni paesaggi nella propria memoria personale diventano anche identitari. Da una parte nei paesaggi costieri il lavoro creativo fotografico è immersione sensoriale, dall’altra è una maniera molto concettuale di interpretare la natura dove il mare è il protagonista principale. Il mare è il mare, ovunque lo fotografi è sempre uguale a se stesso, ma per chi è nato sul mare è paesaggio dell’infanzia, quello che può dare il senso estetico a tutto. Ho lasciato il mio mare tropicale da ragazzo e da allora, sono passati quasi 40 anni, non l’ho più vissuto. Le coste della Sardegna fuori stagione sono diventate la mia Africa dell’infanzia e dell’adolescenza, paesaggi costieri molto diversi, ma l’unico del Mediterraneo che le assomiglia un pò.