Rupe di Leucade, Leukas, Isole Ioniche, Grecia. Foto fine art 110x50cm di Luca Tamagnini

Rupe di Leucade

La Rupe di Leucade si dice sia il luogo dove è avvenuto uno dei più celebri suicidi del mondo classico.

La Rupe di Leucade è un tratto di costa dell’isola greca di Lefkada nel mare delle Isole Ioniche. Una forte mareggiata ha colorato il mare di un turchese intenso, un cielo terso e un sole a picco hanno fatto il resto. Nell’ultimo tratto della costa meridionale di Lefkada ho navigato su un mare irreale, nemmeno nei mari tropicali mi è capitato di vedere uno spettacolo del genere.

Lefkada, Isole Ioniche, Grecia 2016, Foto di Luca Tamagnini

Lefkada, Isole Ioniche, Grecia 2016.

A terra lo scenario è sconvolto da immense frane, provocate dal terremoto del 2015. Diversi tratti di spiaggia sono seppelliti da immensi cumuli di terra bianca e rocce sbriciolate, valanghe pietrificate di un bianco accecante. Le spiagge deserte senza bagnanti sono un’attrazione molto forte, ma il pericolo di possibili piccole frane mi fa rinunciare ad un possibile sbarco a terra. Ghiaie, sabbie e polveri finissime sono state rimescolate dalle onde del mare grosso dei giorni scorsi, il materiale più fino ed impalpabile ha reso l’acqua lattiginosa. Serviranno diversi giorni di mare calmo perché l’acqua torni limpida e trasparente.

La località della foto è poco distante dalla famosa spiaggia di Porto Katsiki, una baia bellissima e una delle poche spiagge di questa ripida costa, accessibile da terra. Un ripido sentiero fatto da innumerevoli scalini permette la discesa al mare. Porto Katsiki si dice sia il luogo della Rupe di Leucade dove la poetessa greca Saffo si è gettata nel vuoto. Questo tragico episodio sembra sia una leggenda, con nessun riscontro storico, ed è stato il poeta latino Ovidio a tramandarcela. Saffo ha vissuto tra il VII e il VI sec. a.C. e Ovidio è di quasi sei secoli posteriore. Nel mondo romano di allora, Ovidio oltre ad aver avuto a disposizione quasi tutta l’opera di Saffo, avrà potuto attingere a tutta l’immensa cultura ellenistica che allora era ancora intatta. Oggi purtroppo ci sono arrivate poche opere di Saffo, molti frammenti di papiri e pochissime poesie complete. Da alcuni suoi versi risulta che Saffo è vissuta fino in tarda età. Il dolore struggente per un amore non corrisposto, per il giovinetto Faone, è la causa del raptus suicida; una pena tipica dell’età giovanile, non certo per una donna ormai avanti negli anni.

Faone è un mitico traghettatore dell’Isola di Lesbo, non è un personaggio storico come la poetessa, l’unica cosa che li accomuna è l’isola dell’Egeo, dove anche Saffo era nata. Non si sa da quale altro mito Ovidio abbia voluto far incontrare due personaggi così distanti. Il mito di Faone è legato alla dea Afrodite che in cambio di un passaggio senza compenso dona al traghettatore un unguento miracoloso. Il giovinetto Faone in realtà è un brutto e vecchio barcaiolo, una specie di demone. È il regalo della dea a mutarne l’aspetto, a trasformarlo in un bellissimo giovane amato da tutte le donne di Lesbo. Una metamorfosi che per Ovidio riuscì ad ingannare anche Saffo. Ho provato ad indagare tra enciclopedie e testi critici di letteratura classica per capire le ragioni di un suicidio così poco credibile ed ingiusto nei riguardi di Saffo. Scopro che Ovidio molto probabilmente ha attinto dalla tradizione teatrale ateniese, dalla commedia che non risparmiava nessuno con la sua satira tagliente e di cui sicuramente anche la poetessa ne fu vittima.

Secondo il geografo greco Strabone, Leucade deve il suo nome proprio per le sue alte e bianche rocce a picco sul mare, dalle quali si gettavano in mare gli amanti infelici. Da qui la fama della Rupe di Leucade. Leucas è il nome greco antico dell’isola di Lefkada e leukos in greco vuol dire bianco. In un saggio critico su Ovidio trovo motivazioni poetiche più nobili per il suicidio di Saffo e di quel salto nel vuoto: metafora ideale per cantare l’anima dell’uomo che annega nell’armonia del creato.

Questo cromatismo spettacolare del mare è tutta opera della natura, altre volte mi è capitato di fotografare scenari simili nel Mediterraneo; come quello prodotto dalle cave di pomice di Lipari alle Isole Eolie o come quello dell’impianto industriale di Rosignano Solvay in Toscana. Fenomeni cromatici del mare creati dall’uomo, scenari artificiali e poco poetici.

Qui in Grecia invece tale fenomeno cromatico sicuramente avveniva anche in epoche antiche, spettacolare sfondo ad un mito tragico e passionale. In questo mare dipinto amanti infelici andavano a morire e una poetessa tra le più importanti del mondo antico, si è da sempre legata a questa mare e a quest’isola. Saffo cantava l’amore in tutte le sue forme, e da quello che oggi possiamo leggere, pare sia stata la prima poetessa a cantare la natura, non solo come metafore di amori umani, ma come vera gioia contemplativa per la bellezza del mondo.

Rupe di Leucade, Isola di Lefkada, Isole Ioniche, luglio 2016, Grecia.

Bibliografia per questo post sulla Rupe di Leucade
Enciclopedia Treccani
Dario del Corno – Antologia della letteratura greca – Casa Editrice G. Principato

2 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *