Costa nord Sardegna

Da Tavolara all’Asinara

Comincio da Tavolara questo periplo di immagini del nord della Sardegna. Visioni panoramiche di spiagge e luoghi costieri tra i meglio conservati e protetti d’Italia. Dall’Aria Marina Protetta di Tavolara ai Parchi Nazionali di La Maddalena e l’Asinara, questa costa nord della Sardegna è un vero paradiso naturalistico.

Porto San Paolo Isola Piana e l'Isola dei Cavalli dal cielo sullo sfondo l'Isola di Tavolara

Porto San Paolo, Isola Piana, Tavolara / Catalogo 2006-018

Tavolara, Spalmatore di Terra, istmo Passetto / Luca Tamagnini Catalogo 2006-014

Tavolara, Spalmatore di Terra / Catalogo 2006-014

Tavolara

Le isole di Tavolara e Molara con la costa che va da Capo Ceraso alle spiagge di San Teodoro è un’Area Marina Protetta tra le più belle d’Italia. I suoi paesaggi costieri e i suoi fondali marini sono stati da me scoperti e fotografati nel 2006 per la realizzazione di un libro fotografico realizzato insieme a Folco Quilici ed Egidio Trainito. Una costa nord della Sardegna di estrema bellezza e di grande valore naturalistico che ho continuato ad esplorare e fotografare anche per un altro libro fotografico sul paesaggio costiero di tutta l’isola.

Porto Taverna dal cielo con fenicotteri sullo sfondo il mare e l'Isola di Tavolara (foto aerea)

Tavolara, Porto Taverna / Catalogo 2006-017

Tavolara sembra dare a tutti il benvenuto. Dopo la traversata del Tirreno, prima di sbarcare ad Olbia dal traghetto, la sagoma dell’isola è inconfondibile, la si scorge e la si riconosce senza esitazione anche da molto lontano. Il Paesaggio di questo nord-est sardo, si impersonifica molto in Tavolara. La sua presenza si impone da qualsiasi parte ci si affacci sul mare. Su questo versante della costa sarda non si può assistere allo spettacolo del sole che si immerge in mare, qui scompare dietro i monti della Gallura. Tavolara al tramonto si sostituisce al sole, prende il suo posto. In estate riflette la sua luce, fino a tarda sera. La cresta quasi sempre avvolta da nuvole affusolate diffonde gli ultimi raggi del sole, colora il paesaggio circostante con toni caldi e sfumati. [LUCA TAMAGNINI]

Dal libro SARDEGNA PAESAGGIO COSTIERO – Luca Tamagnini – Photoatlante © 2010

L'Isola di Tavolara con una nuvola sulla cima della montagna vista da Molara / Luca Tamagnini Catalogo 2006-022

Tavolara da Molara / Catalogo 2006-022

Porto San Paolo

Un amico me l’ha fatta scoprire e amare Porto San Paolo diversi anni fa. Lui vive qui, ha lasciato il continente e ha scelto di vivere di fronte a Tavolara. Da casa sua si vede tutta la costa che va da Molara a Capo Figari. Mi ha consigliato di svegliarmi all’alba e di aspettare il sole sorgere dietro l’isola. A Porto San Paolo ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso. Il mare era immobile fermo come un lago, la sagoma dell’isola era avvolta dalle nuvole e lentamente si è svelata ai miei occhi.

L'Isola di Tavolara vista dalla Spiaggia di Porto San Paolo / Luca Tamagnini Catalogo 2006-011

Tavolara da Porto San Paolo / Catalogo 2006-011

Il piccolo cimitero di Tavolara

Il piccolo cimitero dell’Isola di Tavolara. Al centro della piccola penisola dello Spalmatore di Terra, l’unica zona pianeggiante di Tavolara, sorge, cinto da un basso muro, il cimitero dove riposano i re di Tavolara, circondati da altri frequentatori dell’isola, fanalisti, pastori e pescatori soprattutto. A poca distanza dal cimitero la piccola Spiaggia del Passetto è forse una delle spiagge con un paesaggio costiero a 360 gradi tra i più maestosi della costa nord della Sardegna. Da un lato l’Isola di Tavolara, dall’altro la frastagliata costa di Porto San Paolo. Una spiaggia istmo che a secondo delle mareggiate e delle maree, viene sommersa dal mare.

Tavolara, il piccolo cimitero a Spalmatore di Terra / Luca Tamagnini Catalogo 2006-064

Tavolara, la tomba del Re di Tavolara / Luca Tamagnini Catalogo 2006-064

Tavolara, Spalmatore di Terra dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 2006-015

Tavolara, la piccola Penisola di Spalmatore di Terra vista dal cielo / Catalogo 2006-015

Tavolara, Spalmatore di Terra, Spiaggia del Passetto / Luca Tamagnini Catalogo 2006-063

Tavolara, Spiaggia del Passetto a pelo d’acqua / Luca Tamagnini Catalogo 2006-063

Tavolara, Spalmatore di Terra, istmo Passetto / Luca Tamagnini Catalogo 2006-014

Tavolara, Spalmatore di Terra / Catalogo 2006-014

I Re di Tavolara

Il piccolo regno della costa nord della Sardegna

L’inizio della storia dei Re di Tavolara si colloca in un periodo, i primi anni dell’Ottocento, in cui molte zone, soprattutto della Gallura, erano terra di conquista: chi prima arrivava, le occupava. Così fecero i Bertoleoni, di origine corsa, stabilendosi sull’isola con capre e pastori. Fu Carlo Alberto di Savoia durante una visita nel 1829 a dare l’investitura informale al re di allora, Giuseppe Bertoleoni. Fu poi nel 1840 che suo figlio, Paolo I, dipinse sulla facciata di casa lo stemma del regno: uno scudo rosso con una stella d’oro al centro, sormontato da una corona d’oro, quando il regno era ormai una realtà.

Isola di Tavolara, Punta Timone e Cala di Levante dal cielo (foto aerea) (Foto Mare Sardegna / Catalogo Luca Tamagnini)

Isola di Tavolara dal cielo / Catalogo 1993-011

Battute di caccia regali

Due sovrani visitarono l’isola. Il re di Napoli Gioacchino Murat vi trovò rifugio durante una tempesta nel 1815, e più tardi, nel 1835, Carlo Alberto, principe di Savoia, in visita ad Olbia, volle farvi ancora una battuta di caccia. Durante la visita, il principe conobbe Paolo Bertoleoni, figlio di Giuseppe, al quale riconobbe il diritto di proprietà dell’isola. Da quel momento il Bertoleoni si considerò “re di Tavolara”. A Londra, a Buckingham Palace, tra i ritratti di tutti i regnanti della terra, c’è anche una foto della famiglia Bertoleoni, con scritto “Il più piccolo regno del mondo”.

Isole di Tavolara e Molara dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 1993-024

Isole di Tavolara e Molara / Catalogo 1993-024

Costa Smeralda, Isola di Mortorio dal cielo con la spiaggia e le barche in rada / Luca Tamagnini Catalogo 2005-043

Costa Smeralda, Isola di Mortorio / Luca Tamagnini Catalogo 2005-043

Isola Le Camere e Soffi dal cielo sullo sfondo la Costa Smeralda / Luca Tamagnini Catalogo 2005-042

Sardegna, Isola Le Camere e Soffi / Luca Tamagnini Catalogo 2005-042

Soffi, Le Camere e Mortorio

Lasciamo Olbia e l’Isola di Tavolara ed entriamo nella vera costa nord della Sardegna. Oltre Capo Figari verso nord, ci inoltriamo in cale, spiagge, isole ed isolotti frequentate da chi ha ville e yacht di gran lusso. La prima insenatura che si incontra sul mare, è il Golfo di Marinella: il mare di Silvio Berlusconi. Villa Certosa è il nome della sua casa al mare. Il suo parco è immenso e prende gran parte del litorale nord del golfo. I paesaggi più belli di questa costa nord della Sardegna sono al largo, sono il mare di un piccolo arcipelago, isole già all’interno dei confini del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Queste isole si chiamano: Soffi, Le Camere e Mortorio. La Costa Smeralda è vicina, Cala di Volpe è il suo paesaggio costiero più famoso. Quando la Rada si riempie di barche è uno dei luoghi più mondani della Sardegna. Tra grandi panfili anche barche a vela meravigliose, tecnologiche, manovrabili da un equipaggio minimo, nonostante le dimensioni notevoli. Qui sotto un incontro con una di esse.

Nel mare della Costa Smeralda una barca a vela Wally al tramonto in controluce sullo sfondo la costa / Luca Tamagnini Catalogo 2009-020

Costa Smeralda, barca a vela Wally / Luca Tamagnini Catalogo 2009-020

Costa Smeralda

Quando si incominciò a costruire la Costa Smeralda, questa costa nord della Sardegna era quasi del tutto disabitata. Erano i primi anni settanta e nel resto d’Italia era già iniziato da un decennio il saccheggio delle coste. Alberghi, seconde case costruite sul mare hanno rovinato il paesaggio costiero di molti luoghi meravigliosi. Quando questo bisogno di case al mare arrivò anche in Sardegna, molti vedendo le costruzioni della Costa Smeralda capirono che si poteva adottare un modello più in sintonia con l’ambiente. Strutture basse ricoperte dal verde, integrate nella macchia mediterranea. L’utilizzo della materia prima del luogo, come il granito, e il rovere ha dato alle costruzioni un buon equilibrio tra natura ed opera dell’uomo. Un ritorno a quei modelli mediterranei al quale gli architetti della Costa Smeralda si sono ispirati. Oggi è la densità eccessiva di panfili giganteschi nelle rade a sconvolgere il paesaggio marino della Costa Smeralda.

Sardegna, Costa Smeralda e le isole di Mortorio, Le Camere e Soffi al largo / Luca Tamagnini Catalogo 2010-024

Sardegna, Costa Smeralda e isole / Luca Tamagnini Catalogo 2010-024

Costa Smeralda, Cala di Volpe, Pevero Golf Club / Luca Tamagnini Catalogo 2010-023

Costa Smeralda, Cala di Volpe, Pevero Golf Club / Luca Tamagnini Catalogo 2010-023

Porto Cervo

Mi sono affacciato nell’insenatura di Porto Cervo che è un piccolo fiordo molto costruito ma con una sua identità architettonica. Un paesaggio costiero antropizzato che penso debba starci in questo articolo. La chiesa Stella Maris di Porto Cervo è forse il simbolo di questa epoca architettonica mediterranea moderna. Ha un El Greco al suo interno, un piccolo quadro di una Madonna Addolorata, regalata alla chiesa da una facoltosa amante della Costa Smeralda. La Chiesa Stella Maris (1968-69) è opera di Michele Busiri Vici (1894-1981), uno degli architetti più importanti che progettarono la Costa Smeralda.

Sardegna, Porto Cervo, Chiesa Stella Maris / Luca Tamagnini Catalogo 2009-018

Sardegna, Porto Cervo, Chiesa Stella Maris / Luca Tamagnini Catalogo 2009-018

Capo d’Orso

Il nome proviene da un Tafone che sembra un gigantesco orso. Ne esistono tantissimi di questi enormi massi plasmati dagli elementi naturali chiamati “tafoni”. Il tafone di Capo D’Orso è un monumento geologico tra i più conosciuti della costa nord della Sardegna. La sua sagoma la si scorge da quasi tutte le isole dell’Arcipelago di La Maddalena. Sotto la sua ombra si assiste ad uno dei paesaggi costieri più famosi della Sardegna. Tutte le isole dell’Arcipelago di La Maddalena le si colgono in uno sguardo. Una tappa obbligata per chiunque visiti la Sardegna.

Capo d'Orso, tafone, rocce di granito scolpite dal vento, sullo sfondo il mare dell'Arcipelago di La Maddalena / Luca Tamagnini Catalogo 2009-017

Capo d’Orso, Tafone / Catalogo 2009-017

Arcipelago di La Maddalena

Se siete per vie terrestri, a Palau si prende il traghetto per il porto dell’Isola di La Maddalena. Se invece siete per mare il primo contatto con l’arcipelago venendo da sud è con l’Isola di Caprera, l’isola di Garibaldi. Ho scritto un lungo articolo sull’Arcipelago di La Maddalena. Leggi e guarda le foto dell’articolo “Foto Maddalena” su questo blog

Isola di La Maddalena Spiaggia Spiaggia Monti d'à Rena / Luca Tamagnini Catalogo 2005-023

Sardegna, Isola di La Maddalena Spiaggia Monti dà Rena / Luca Tamagnini Catalogo 2005-023

Baia di Santa Reparata

Santa Reparata è una bellissima baia protetta dal maestoso promontorio di Capo Testa. La grandiosità dei massi di granito del capo erano conosciuti fin dai tempi antichi. Nella Baia di Santa Reparata si possono ancora trovare resti di colonne in riva al mare. Si dice che da queste cave provengano alcune colonne del Pantheon di Roma. La colonna di granito della foto qui sotto, si trova a queste coordinate GPS su Google Maps 41°14’25.4″N 9°09’35.6″E

Sardegna, Capo Testa, Baia di Santa Reparata antica cava romana / Luca Tamagnini Catalogo 2010-016

Capo Testa, Baia di Santa Reparata / Catalogo 2010-016

Capo Testa tanto tempo fa

In un antico libro, La natura degli animali, dello scrittore romano Eliano, del III sec. d.C., si parla delle Bocche di Bonifacio “lo stretto tra la Corsica e la Sardegna” e di “strani e mostruosi animali” che vivono quel mare e che si nutrono di foche. La foca monaca era la specie mediterranea che fino a qualche secolo fa era molto presente sulle nostre coste. La Sardegna è stata l’ultima regione d’Italia ad avere sulle sue coste qualche minuscola colonia. Gli ultimi esemplari furono uccise dall’uomo, a Tavolara negli anni ‘60. Consiglio di leggere il recente libro di Emanuele Coppola che tratta la storia della foca monaca dalla sua quasi estinzione al suo recente e timido ritorno nei nostri mari.

Orche e foche

Torniamo a Eliano e al suo La natura degli animali: la cosa più sorprendente è venire a sapere che questi grandi predatori marini erano molto probabilmente delle orche. Eliano li chiama “montoni marini” ma fa una certa confusione perché dice anche che “durante la stagione invernale vivono fuori del mare e intorno a loro nuotano delfini di grossissima mole”. Montoni marini e giganteschi delfini, potrebbe averli confusi nel riportare racconti orali di seconda, terza mano.

Montoni marini

Molto probabilmente i “montoni marini” sono le foche monache che tengono i piccoli sulle spiagge o sugli scogli fuori dall’acqua. I “delfini di grossissima mole” sono le orche che cacciano le foche. Eliano aggiunge un dettaglio descrittivo che solo le orche marine hanno: “il maschio ha intorno alla fronte una benda bianca”. Questi spettacoli crudeli, di orche che si cibano di foche, sono scene che ancora oggi avvengono in mari e lidi remoti del nostro pianeta.

Sardegna, Capo Testa faro tra rocce di granito mare sullo sfondo / Luca Tamagnini Catalogo 2010-011

Capo Testa / Catalogo 2010-011

Da Capo Testa a Vignola

Oltre Capo Testa non ci sono porti, ripari sicuri al mare grosso. Il primo porto è Isola Rossa. Un sottofondo sonoro di risacca, si fa sentire anche in assenza vento. Sto parlando del vento di nord ovest, del maestrale. Il mare generato da questo vento è fenomeno impressionante, impossibile non averci a che fare in un viaggio lungo le coste nord della Sardegna. Su questa costa il vento è incontro molto fisico, che in mare può diventare esperienza terrorizzante. Andar per mare da queste parti è conoscenza meteorologica prima di tutto. I luoghi che più mi sono piaciuti sono la Spiaggia di Monti Russu e la costa nei pressi della Torre Vignola. Spiagge facilmente raggiungibili via terra, paesaggi costieri della Gallura che non si affaccia più sul Tirreno ma nel Mar di Sardegna.

Sardegna, Spiaggia di Monti Russu con foce di fiume e mare / Luca Tamagnini Catalogo 2010-018

Spiaggia di Monti Russu / Catalogo 2010-018

Sardegna, Torre Vignola dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 1992-044

Torre Vignola / Catalogo 1992-044

Sardegna, Vignola Foce e spiaggia dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 1992-045

Vignola, Foce e spiaggia / Catalogo 1992-045

Costa Paradiso, Cala Sarraina / Luca Tamagnini Catalogo 1992-042

Costa Paradiso, Cala Sarraina / Catalogo 1992-042

Sardegna, Costa Paradiso Cala Tinnari dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 1992-046

Cala Tinnari / Catalogo 1992-046

Spiaggia di Li Cossi

La Spiaggia di Li Cossi è sicuramente il paesaggio costiero più spettacolare di questo tratto di Gallura tra Capo Testa e Castelsardo. L’unica spiaggia praticabile dell’insediamento turistico “Costa Paradiso”. Un’area costiera molto costruita e molto vasta, ma di costruzioni basse e nascoste dalla vegetazione. Un piccolo parcheggio è il luogo dove lasciare l’auto. Un sentiero impervio, poco agibile ma di breve durata è l’unica via di accesso alla spiaggia. Da visitare assolutamente fuori stagione. In estate il parcheggio non è sufficiente a contenere l’enorme quantità di bagnanti che vorrebbero raggiungere la Spiaggia di Li Cossi.

Sardegna, Costa Paradiso, Spiaggia di Li Cossi deserta / Luca Tamagnini Catalogo 2010-020

Spiaggia di Li Cossi / Catalogo 2010-020

Lo “stazzu” di Porto Leccio

La foto qui sopra ha una storia molto particolare da raccontare. Non tanto per come l’ho realizzata, quanto per come è stata pubblicata su una delle più importanti riviste italiane di viaggi. Un teschio di bovino dà alla composizione, al paesaggio costiero della foto, un sinistro e originale aspetto. Un minaccioso segnale verso quel ficcanaso turista, che si è permesso di entrare in una proprietà privata. Mentre scattavo non ho incontrato nessuno, eppure mi sentivo un intruso. Questo ricovero di pastori in riva al mare ha ancora una sua autentica atmosfera arcaica. Di un Mediterraneo d’altri tempi. La Sardegna ha ancora angoli remoti nell’interno dell’isola che testimoniano un desiderio di non essere troppo contaminati dalla modernità. Ma in riva al mare, luoghi del genere, sono quasi del tutto scomparsi, inglobati in qualche attività turistica.

Fotoritocco

Ma torniamo alla rivista di viaggi che pubblicò questa foto. Con un fotoritocco fece sparire il macabro scheletro dalla foto. Fotoritoccare le foto di paesaggi in un mensile di viaggi è pratica molto scorretta. In realtà non hanno manomesso più di tanto la verità e l’integrità di questo paesaggio sardo, quanto aver messo in discussione l’autenticità del mio lavoro. La foto dello stazzo (con il teschio) l’ho pubblicata anche nel mio libro Sardegna Paesaggio Costiero. Quali delle due versione è quella reale? Forse sono stato io ad inserire il teschio? Tutto questo per dire che ci vuole molto poco a perdere la propria integrità e correttezza professionale.

Sardegna, Costa Paradiso, un ricovero di pastori (Stazzu) sul mare a Porto Leccio / Luca Tamagnini Catalogo 2010-005

Costa Paradiso, Porto Leccio / Catalogo 2010-005

Castelsardo

Ho scritto un articolo su questo importante borgo sul mare. Un paesaggio costiero della costa nord della Sardegna che evoca il medioevo di Eleonora d’Arborea, di un piccolo regno in crisi schiacciato da un impero in espansione. Una storia di Re Spagnoli e della loro conquista finale di tutta la Sardegna. Vai all’articolo “Castelsardo” su questo blog.

Sardegna, Castelsardo, visto dagli scogli in riva al mare / Luca Tamagnini Catalogo 2010-021

Castelsardo / Catalogo 2010-021

Spiaggia La Pelosa

La fama della Spiaggia La Pelosa a Stintino è immensa. D’estate viene presa d’assalto. Dal 2020 le istituzioni sarde hanno deciso per il numero chiuso. Pare che le folle estive stanno erodendo la spiaggia. Ogni bagnante quando va via dalla spiaggia, si porta con se attaccato al proprio corpo e agli asciugamani soprattutto, un piccola quantità di granelli di sabbia che sommati ai grandi numeri estivi diventano prelievi considerevoli. Solo 1500 bagnanti al giorno potranno viverla. I bambini fino ai 12 anni sono esclusi. Il periodo del pedaggio è solo estivo: dal primo di giugno a fine settembre, dalle 8 di mattina alle 6 di sera. Leggi l’articolo “La Spiaggia La Pelosa di Stintino diventa a pagamento“. Forse è il caso di cercarsi un’altra tra le mille meravigliose spiagge della Sardegna, oppure farsi un tuffo alla Pelosa in un altro periodo dell’anno. Ho scritto un articolo su una mia particolare classifica sulle migliori spiagge della Sardegna, qui il link.

Sardegna, Stintino Spiaggia della Pelosa affollata piena di bagnanti dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 2000-002

Stintino, Spiaggia dell Pelosa / Catalogo 2000-002

Sardegna, Stintino, Spiaggia della Pelosa deserta senza bagnanti / Luca Tamagnini Catalogo 2010-022

Spiaggia della Pelosa / Catalogo 2010-022

Sardegna, Stintino Regata Vele Latine in un mare turchese / Luca Tamagnini Catalogo 2009-021

Stintino, Regata Vele Latine / Catalogo 2009-021

Questo scatto qui sopra, di vele latine in regata a Stintino, è del 2009. Negli ultimi anni la regata ha perso molti partecipanti. Da 100 vele, si è passato nel 2019 a solo 5 barche. Link articolo del 2019 di Buongiorno Alghero.

Isola dell'Asinara Punta Scominica vista della costa dell'isola nei due lati / Luca Tamagnini Catalogo 2002-016

Asinara, Punta Scominica / Catalogo 2002-016

Isola ex carcere

Un’amico mi raccontò anni fa che andando in barca da Stintino alla Corsica trovò dei naufraghi stremati, li accolse a bordo, ma li legò subito a poppa per renderli inoffensivi. Per radio comunicò alle autorità italiane che aveva trovato gli evasi dell’Asinara che da giorni venivano ricercati. Nei primi anni ottanta nel carcere dell’Asinara ci sono stati i brigatisti, poi dopo qualche anno i mafiosi. I nemici più pericolosi, lo Stato li ha sempre rinchiusi all’Asinara. Da diversi anni l’Asinara è un Parco Nazionale. L’isola non ha abitanti, quei pochi che vi vivono sono custodi, studiosi di passaggio, guardie forestali, personale che si deve occupare della gestione del parco.

Isola dell'Asinara, Cala d'Oliva dal cielo (foto aerea) / Luca Tamagnini Catalogo 2002 011

Asinara, Cala Murichessa e il borgo di Cala d’Oliva / Catalogo 2002-011

Isola dell'Asinara Cala Sgombro di Dentro dal cielo / Luca Tamagnini Catalogo 2002-015

Asinara, Cala Sgombro di Dentro dal cielo / Catalogo 2002-015

Isola dell'Asinara Cala Sgombro di Fuori / Luca Tamagnini Catalogo 2002-014

Asinara, bassi fondali di Cala Sgombro di Fuori / Catalogo 2002-014

Asinara

Sull’isola dell’Asinara non esiste una comunità di residenti. Una delle più grandi isole minori d’Italia senza una sua piccola comunità umana… quasi si stenta a credere possa esistere nei nostri mari. La storia dell’Asinara non è poi molto diversa da tante altre isole minori italiane. Un rapporto con l’uomo difficile, ma di reciproco rispetto. Il mare che le circonda ha poi stravolto questo rapporto trasformando l’isolamento in luoghi di pena. Negli ultimi secoli molte isole minori italiane diventarono carceri. L’Asinara ha vissuto tutto questo in maniera amplificata, raggiungendo tutti gli eccessi di isolamento. I selvaggi paesaggi costieri dell’Asinara sono un patrimonio di grande valore, salite a Punta Scomunica, il punto più alto dell’isola e  mi darete ragione, se dico che qui la Sardegna è ancora lo scenario delle avventure leggendarie di Ercole e che l’Asinara è ancora la sua isola. [LUCA TAMAGNINI]


Inizia il mio periplo sardo!

Vai all’articolo: Costa ovest della Sardegna.

Articolo precedente: Coste della Sardegna.


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