Dune costiere

Spiaggia di Capocotta

Una passeggiata di primavera tra il mare e le dune, in un tratto di costa tra il Lido di Ostia e Torvaianica. Un paesaggio costiero con ancora le dune costiere, meraviglie della natura oggi protette. Una riserva del litorale romano che comprende anche le dune costiere della la tenuta di Castelporziano del Presidente della Repubblica.

Dune costiere della Spiaggia di Capocotta, tra Torvaianica e il Lido di Ostia - Luca Tamagnini Catalogo 2023-002

Dune costiere della Spiaggia di Capocotta, tra Torvaianica e il Lido di Ostia / Luca Tamagnini Catalogo 2023-002

Il Villaggio di Ugo Tognazzi

Ci sono arrivato da Torvaianica, dal villaggio Tognazzi: un cartello sulla strada litoranea certifica il toponimo. Tognazzi sta per Ugo Tognazzi, l’attore che qui aveva la sua casa al mare. Non credo esistano altri luoghi italiani che abbiano preso il nome di attori famosi come Sordi, Gassman, Loren, Mastroianni, Vitti, …

Villaggio Tognazzi è un rettangolo urbanizzato di villette, con stabilimento balneare e circolo nautico. Il cemento di questo piccolo luogo di villeggiatura, spezza la linea costiera fatta dalle grandi dune di Capocotta. Evocare una gloria del cinema italiano, mi aiuta a conoscere il paesaggio che devo fotografare e il Ristorante “UGO” in riva al mare definisce ancora di più la memoria di un attore che amava mangiare bene e giocare a tennis. Il suo torneo di tennis ha avuto qui fama e gloria per anni.

Otto chilometri di dune costiere

Villaggi turistici, villette, stabilimenti balneari in cemento, hanno annientato le dune costiere e spezzato l’equilibrio in miglia e miglia di litorali italiani. Un equilibrio che la resilienza della duna costiera esercita a difesa delle tempeste invernali. Gli otto chilometri di dune costiere di questa infinita spiaggia romana, sono un paesaggio costiero ancora integro in equilibrio, tra l’erosione costiera e l’occupazione di suolo da parte di chioschi e piccoli stabilimenti balneari. La vicinanza con l’immensa area urbana di Roma, con il Lido di Ostia, rende queste dune un miracolo, una sopravvivenza straordinaria anche se mareggiate come quella del 2001 e quella del 2008 hanno ridotto di 50 metri la spiaggia e in alcuni punti il mare ha colpito e fatto franare le dune. Le spiagge cementificate del Lido di Ostia subiscono l’erosione, un equilibrio tra mare e spiaggia che si è infranto diversi anni fa. Ho fotografato e scritto di erosione costiera del Lido di Ostia su questo sito.

Dune costiere viste da Google Earth

L’evoluzione della Spiaggia di Capocotta in quasi 20 anni

2003

Spiaggia di Capocotta tra Torvaianica e il Lido di Ostia vista dal cielo (anno ripresa 2003) - Immagine di Google Earth

Immagine di Google Earth

2014

Spiaggia di Capocotta tra Torvaianica e il Lido di Ostia vista dal cielo (anno ripresa 2014) - Immagine di Google Earth

Immagine di Google Earth

2022

Spiaggia di Capocotta tra Torvaianica e il Lido di Ostia vista dal cielo (anno ripresa 2022) - Immagine di Google Earth

Immagine di Google Earth

Dune costiere

Un complesso equilibrio

Da due anni mi occupo di erosione costiera e sto cercando paesaggi italiani che subiscono gli assalti del mare e di come si interviene per ripristinare l’equilibrio perduto. Ho incontrato esperti che da anni si occupano del fenomeno dell’erosione costiera in Italia. Un’emergenza e una complessità che ha diviso molto questi studiosi: geologi, ingegneri, oceanografi, hanno messo in evidenza visioni diverse per cercare di ripristinare l’equilibrio di una costa erosa dal mare. Ognuno di loro propone soluzioni parziali e attribuisce cause ed effetti in maniera differente. Su una cosa sono tutti d’accordo: la duna costiera va protetta a tutti i costi.

L’approccio degli oceanografi è quello che mi ha affascinato di più: sono più interdisciplinari, più attuali, perché più coinvolti nello studio dei cambiamenti climatici, dell’accelerazione che ha avuto l’innalzamento del livello degli oceani. Sono studiosi di biologia marina, di fisica, di meteorologia, di correnti marine e di tempeste, … tengono conto anche del fattore umano: dalla pesca eccessiva alle costruzioni di barriere frangiflutti. Tutto quell’insieme di fenomeni antropici che concorrono a spezzare l’equilibrio e l’armonia di un’antica convivenza mediterranea. 

Oasi naturista

Ho fotografato una recinzione formata da tronchi trasportati dal mare dipinti di vernice rosa. Questa palizzata delimita la spiaggia naturista di Capocotta. L’equilibrio di questo tratto di costa è molto precario, una grande responsabilità mantenerlo e farlo rispettare. Le vicine spiagge cementificate del Lido di Ostia subiscono l’erosione ad ogni tempesta, un equilibrio tra mare e spiaggia che si è infranto diversi anni fa.

Dune costiere - Dune della Spiaggia di Capocotta, tra Torvaianica e il Lido di Ostia - Luca Tamagnini Catalogo 2023-001

Dune costiere della Spiaggia di Capocotta, tra Torvaianica e il Lido di Ostia / Luca Tamagnini Catalogo 2023-001

Dune costiere e praterie di posidonia

Resilienza contro l’erosione costiera

Questi scienziati, gli oceanografi, ritengono che anche il fondo marino costiero, resiste meglio all’erosione se ricoperto di praterie di Posidonia. Come la duna costiera, colonizzata dalla vegetazione, anche un fondo marino rivestito di posidonie, rappresenta una forma di resilienza che contribuisce all’equilibrio costiero. Decenni di pesca intensiva a strascico e l’inquinamento dei fiumi hanno ridotto e minacciato le praterie di Posidonia nei nostri mari. Distruggere le dune per costruirci sopra seconde case e ristoranti, così come pescare a strascico sulle praterie di posidonia per rifornire questi stessi ristoranti, sono azioni che non sono più accettabili. Grazie a leggi di tutela, all’istituzione di Aree Marine Protette, queste pratiche dannose sono state limitate.

Mare protetto

AMP Secche di Tor Paterno

Negli ultimi decenni l’assalto alle coste da parte dell’uomo ha complicato e velocizzato il fenomeno dell’erosione del mare. Il livello del mare ha avuto un’accelerazione negli ultimi trent’anni, ma l’innalzamento non ha una rapidità tale da essere la prima causa della sparizione di tante spiagge italiane. Al largo, in questo mare di Torvaianica, è stata istituita un’Area Marina Protetta: le Secche di Tor Paterno. Le praterie di Posidonia di questo mare di Capocotta, oggi sono tutelate. Sembra quindi che un nuovo equilibrio sia possibile se non fosse che diversi stabilimenti balneari di Capocotta sono abusivi. Da casotti in legno, costruiti a ridosso delle dune, potrebbero espandersi e mettere radici in cemento.

Il valore identitario e culturale del paesaggio costiero italiano

Ci dovrebbero essere spiagge veramente intoccabili per una questione esclusivamente di tutela del paesaggio. Spiagge libere alla vista di qualsiasi infrastruttura umana solo per poter godere della vista del suo paesaggio marino. Da poco una sentenza del Consiglio di Stato ha espresso in una contesa tra demanio e un’attività balneare, il concetto di valore identitario e culturale del paesaggio costiero italiano.

«Il valore culturale del paesaggio costiero si afferma non soltanto in ragione del dato di natura (che in sé risulterebbe tutelabile mediante strumenti diversi, calibrati sugli aspetti ambientali e naturali), ma in considerazione della valenza identitaria che le coste assumono, quali parti della ‘forma’ del Paese e testimonianze materiali della storia millenaria di una penisola che ha avuto nelle proprie coste il crocevia delle partenze, dei ritorni e degli approdi degli uomini e delle civiltà che hanno concorso a determinare l’identità della Nazione italiana”.» Consiglio di Stato Sez. VI n. 2559 del 10 marzo 2023

Spiaggia intoccabile

L’unica spiaggia che conosco in Italia veramente intoccabile è la Spiaggia Rosa di Budelli nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Una collana di boe colorate ne vieta l’accesso, la presenza di un agente del Parco Nazionale presidia la spiaggia: è vietata la balneazione e l’accesso al bagnasciuga. Una difesa contro pressioni antropiche per trovare equilibri perduti: dalle concessioni balneari che edificano ancora strutture non rimovibili, all’erosione “turistica” che ruba la sabbia rosa di Budelli come souvenir.

Luca Tamagnini Catalogo 2022-113 / Isola di Budelli, Spiaggia Rosa, 2022

Sardegna, Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Isola di Budelli, Spiaggia Rosa, 2022 / Luca Tamagnini Catalogo 2022-113

Cultura ambientale più consapevole dei conflitti

La nostra percezione di armonia ed equilibrio di un litorale è ambigua, in conflitto tra necessità umane e tutela del paesaggio. L’eloquenza di tanti paesaggi irrimediabilmente perduti, ci rende consapevoli dell’urgenza di intervenire con tutele e soluzioni sostenibili, purtroppo non sempre condivise.

Con le mie foto e la mia percezione del paesaggio marino, inteso come si ammirano le Dolomiti o le colline della Val D’Orcia, vorrei contribuire ad una cultura ambientale più consapevole dei conflitti e degli squilibri che i nostri desideri e consuetudini a volte partecipino ai disastri che il nostro pianeta subisce. Le dune soffrono l’affollamento estivo. L’ho sempre trovato eccessivo vietare l’accesso alle dune, dopo aver permesso per decenni di costruirci sopra. Il nostro calpestio purtroppo distrugge la vegetazione che la protegge dall’erosione del vento. Mi faccio aiutare da Serenella Iovino* per chiudere questo articolo:

«È questa, dopo tutto, l’aspirazione di chi fa cultura dell’ambiente: intervenire, interferire, creare alleanze; e diventare parte di qualcosa che cambia mentre lo comprendiamo, facendosi sempre più eloquente, e quindi non solo cambiando nella nostra percezione, ma cambiando il modo in cui noi percepiamo le cose.»

Serenella Iovino PAESAGGIO CIVILE –  STORIE DI AMBIENTE, CULTURA E RESISTENZA Bompiani 2022

*Serenella Iovino è una filosofa ambientale che si occupa di ecologia letteraria e studia il paesaggio italiano con un approccio culturale tra scienza, arte e dinamiche sociali.

[LUCA TAMAGNINI]

23 maggio 2023

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