Erosione costiera

L’erosione costiera è un fenomeno che ci spaventa solo quando arriva l’estate e dobbiamo andare al mare. Negli anni abbiamo visto il paesaggio costiero di molte spiagge cambiare a causa dell’erosione delle coste. Prima scompare la sabbia e poi appare una barriera frangiflutti. Le spiagge subiscono l’erosione e l’economia balneare soffre.

Ipotesi apocalittiche

Sono ormai anni che ipotesi apocalittiche si stanno prendendo tutti gli spazi di discussione. Il dato reale di un livello marino che sta salendo ha spazzato via ogni altra ipotesi di causa ed effetto di questo flagello che sembra inarrestabile sulle nostre coste. Ma andiamo per ordine, questo articolo sull’erosione costiera mi sta molto a cuore ed è un tema che incide fortemente sull’integrità dei paesaggi costieri italiani.

Paesaggi costieri italiani

Ho fotografato il paesaggio marino italiano in cerca di un Mediterraneo ancora in armonia con le opere dell’uomo, ho fatto tanti peripli e tante fotografie e ho pubblicato un grande libro fotografico sul paesaggio costiero italiano.

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Libro Fotografico di Luca Tamagnini Italia Paesaggio Costiero Edizioni Photoatlante

Foce del Tevere

Una forte mareggiata invernale, che seguivo da giorni sul meteo, mi ha spinto a raggiungere la costa per fotografarne gli effetti. Non sono andato molto lontano da casa. E’ bastato affacciarsi sul mare alla foce del Tevere per vedere un mare invernale affascinante, un cielo pittorico e purtroppo una costa cementificata senza senso. Avevo un presentimento, che questo progetto fotografico avrebbe potuto essere ambiguo tra la bellezza del mare e opere dell’uomo sul mare sbagliate. I primi scatti che ho realizzato e che qui pubblico, mi hanno confermato quante contraddizioni possa esprimere una fotografia di mare su una costa molto antropizzata. La visione affascinante di un mare in tempesta si è infranta sulla spazzatura che le onde hanno depositato sulla costa.

Fiumicino

Siamo a Fiumicino a due passi dalla foce del Tevere. In pieno inverno il mare grosso è molto frequente. Un mare che rigetta tutto quello che il fiume porta con sé. Le grandi onde sollevano tronchi d’albero enormi e li gettano sulla costa. Ma il Tevere porta in mare anche e soprattutto una enorme massa di detriti prodotti dall’uomo, quasi esclusivamente plastica. Una barriera variopinta, un mosaico orrendo che ho sentito il bisogno di fotografare e documentare.

Il mare di Fiumicino nei pressi del faro, un tratto di costa molto inquinato e ricoperto di detriti portati dal mare.
Il mare al faro di Fiumicino / Luca Tamagnini Catalogo 2020-007

Paesaggi contraddittori

Siamo nei pressi del grande faro di Fiumicino. Un luogo anch’esso affascinante, contraddittorio ed ambiguo. Abbandonato e quasi pericolante, lo stato di questo imponente edificio è un enigma. La vicenda della costruzione in questa area di un grande porto il motivo di tanto degrado. Per saperne di più leggete a questo link la storia del Porto della Concordia a Fiumicino iniziato e mai finito.

Il Faro di Fiumicino dal cielo nel cantiere abbandonato per la costruzione del Porto della Concordia / Luca Tamagnini Catalogo 2021-003
Faro di Fiumicino / Luca Tamagnini Catalogo 2021-003

Litorale di Roma

Forse non esiste in Italia luogo più contraddittorio del litorale di Roma e delle bocche del Tevere. Immagini che meglio rappresentano l’ambiguità italiana su come utilizzare i litorali e le spiagge, su come costruire i porti. Un rapporto con il mare di una Roma moderna che non è stata capace di salvare la dignità di un litorale mediterraneo così carico di storia. Fiumicino e Ostia sono l’ingresso di Roma dal mare. Ostia Antica è una grande area archeologica, tra le più importanti d’Italia. Il suo nome antico latino è Portus: una parola archetipo di tutti i porti del mondo.

Lido di Ostia

La mareggiata ha colpito soprattutto alcuni stabilimenti del Lido di Ostia. Sono andato a vedere ed a scattare foto. In pieno e gelido inverno gli stabilimenti sono visioni marine molto tetre, squallide. Alcune cabine sul mare le trovo divelte, quasi completamente distrutte. L’immagine che realizzo è quasi con il buio per aumentare la tragicità della scena, del paesaggio costiero. La causa di questo disastro è la spiaggia che non c’è più.

Lido di Ostia, erosione costiera, stabilimento balneare distrutto dal mare, spiaggia invernale, sullo sfondo il mare e un cielo scuro. Foto di Luca Tamagnini Catalogo 2021-002
Lido di Ostia, 2021, erosione costiera / Luca Tamagnini Catalogo 2021-002

Economia dell’ombrellone

Le spiagge italiane anche in inverno sono ricoperte di edifici, ripostigli, cabine che preservano uno spazio sociale non utilizzato per buona parte dell’anno. Un panorama costiero definito dall’ombrellone che giungerà nella bella stagione.

Burrasche invernali

Un rapporto difficile con il paesaggio marino. Le burrasche invernali mettono in crisi le opere dell’uomo. Il cemento costruito sulla sabbia chiama altro cemento quando una tempesta invernale lo mette in pericolo. Barriere e “pennelli” sono una soluzione temporanea che salva gli edifici ma non la spiaggia, unica vera difesa alla tempesta. La sua erosione porta le onde dove mai prima erano giunte.

Video: Erosione costiera, Lido di Ostia 2021, Luca Tamagnini – 3 min

Erosione spiagge

La stabilità dei sedimenti sabbiosi può essere sconvolta da una forte mareggiata, ma poi tutto si ripristina secondo il flusso dominante che è il creatore stesso di un spiaggia. Ma ad Ostia da anni non è più così. Se una spiaggia esiste è solo grazie a queste flussi marini costanti, lenti nel tempo ma inesorabili nella loro forza generatrice di spiagge. L’assetto morfologico di un litorale sabbioso soffre quando l’uomo cambia e sconvolge questo equilibrio. L’erosione costiera della spiaggia del Lido di Ostia ha una causa antropica.

Lido di Ostia, erosione costiera, stabilimento balneare distrutto dal mare, spiaggia invernale, sullo sfondo il mare e un cielo scuro. Foto di Luca Tamagnini Catalogo 2021-007
Lido di Ostia, 2021 / Luca Tamagnini Catalogo 2021-007

Correnti marine

Nel Mediterraneo si conoscono bene da anni come queste correnti marine si comportano sotto costa. Una barriera artificiale interrompe il flusso marino dominante. Invece che salvare le spiagge, sconvolgono il loro assetto e nonostante i ripascimenti, la sabbia alla prima tempesta va via per non tornare più. Ma in realtà quella sabbia è solo da qualche altra parte. Le correnti dominanti, deviate dagli interventi umani, hanno spostato la spiaggia altrove.

La vera causa dell’erosione costiera

Ad un primo intervento umano in mare, a cascata se ne costruiscono altrettanti nel tentativo di compensare lo squilibrio erosivo innescato dal primo braccio, barriera, pennello che ha dato avvio al fenomeno erosivo. Quasi sempre ad una diminuzione della sabbia su un versante, compare una nuova spiaggia sul versante opposto.

Lido di Ostia, 2021. Erosione costiera, stabilimenti balneari distrutti dal mare. Ripresa aerea. Luca Tamagnini / Catalogo 2021-008
Lido di Ostia, 2021. Erosione costiera, stabilimenti balneari distrutti dal mare. Ripresa aerea. Luca Tamagnini / Catalogo 2021-008

Complessità del fenomeno

Sono state fatte tante e diverse opere sul mare che mai hanno tenuto conto e compreso la complessità di tali fenomeni. Si interviene sull’emergenza e si spera di salvare una stagione balneare per un spiaggia erosa, con protezioni al moto ondoso, senza conoscere le reali dinamiche del mare e di come muove e trasporta i sedimenti sabbiosi. Tutte queste affermazioni su cause ed effetti dell’erosione costiera italiane le ho potute conoscere grazie all’incontro con il geologo marino Diego Paltrinieri, massimo esperto italiano di tale fenomeno. Sul sito creato da Legambiente (paesaggicostieri.org) è possibile trovare una relazione delle aree maggiormente colpite dall’erosione costiera italiana, regione per regione.

Lido di Ostia, 2021. Canale dei Pescatori. Pale meccaniche sulla spiaggia per lavori contro l'erosione costiera. Luca Tamagnini / Catalogo 2021-009
Lido di Ostia, 2021. Canale dei Pescatori. Pale meccaniche sulla spiaggia per lavori contro l’erosione costiera. Luca Tamagnini / Catalogo 2021-009

Innalzamento del livello marino

Il cambiamento climatico causato dall’uomo ha velocizzato negli ultimi decenni l’innalzamento del livello marino. Un fenomeno comunque molto lento, che non giustifica la rapida sparizione di tante spiagge sui nostri litorali. Sicuramente sul lungo periodo sarà un fenomeno che potrebbe sconvolgere il pianeta. Su questo apocalittico scenario consiglio di leggere questo articolo di “la Repubblica” in cui Giammaria Sannino dell’Enea spiega tali effetti a livello globale: https://www.repubblica.it/dossier/ambiente/effetto-terra/2020/02/04/news/citta_sommerse-246801168/

Sedimenti dei fiumi

Un altro fenomeno che causa l’erosione delle spiagge è dato dalla minore immissione in mare di sedimenti sabbiosi dei fiumi. Anche questo squilibrio geologico è stato causato dall’uomo, che ha modificato i percorsi dei fiumi, ha sbarrato con dighe i loro flussi naturali, ha prelevato enormi quantità di sabbie per costruire cubature infinite di edifici. Tutti interventi, avvenuti in maniera massiccia dal dopoguerra ad oggi, che non possono incidere così rapidamente sul fenomeno erosivo delle spiagge. In 50 anni sono scomparsi 40 milioni di metri quadrati di spiagge, una quantità immensa che non si può pensare sia stata causata dall’innalzamento del mare e dalla minore immissione di sedimenti dai fiumi.

Porti sbagliati

Una spiaggia erosa è il risultato di un equilibrio infranto, provocato dalla costruzione di un porto nelle vicinanze. La costruzione di un grande braccio che si protende sul mare, di una diga foranea che deve fermare il moto ondoso è la prima scintilla che innesca l’erosione. Costruire un porto è operazione complessa e quasi mai lo si fa levando spazio all’entroterra, in lagune o terre bonificate dall’acqua. Oltre ad essere operazione molto più costosa andrebbe a levare terra all’agricoltura ed all’urbanizzazione. In Italia l’estrema densità demografica sulle coste non consente l’allagamento di grandi superfici di suolo.

Fiumicino, 2021. Diga Foranea del Porto incompiuto della Concordia / Luca Tamagnini Catalogo 2021-004
Fiumicino, 2021. Diga Foranea del Porto incompiuto della Concordia / Luca Tamagnini Catalogo 2021-004

Conquista di spazi marini

La soluzione più semplice adottata per la costruzione di un nuovo porto in Italia è quella di conquistare lo spazio marino. Prima di allora i pochi porti esistenti erano all’interno di canali e lagune. In passato non si avevano i mezzi per costruire grandi barriere frangiflutti. Le infrastrutture portuali moderne hanno sfidato il mare e cercato di conquistarne spazio avanzando oltre la linea costiera.

Le città portuali italiane

Mi sembra giusto concludere con una breve storia delle nostre città sul mare e di quanto esse siano state alla base dei successi della civiltà italiana.
Per tornare al Tevere e a Roma è innegabile che senza il suo porto la città eterna non avrebbe mai potuto conquistare il mondo. Per gli antichi Romani comunque il porto sulla foce del Tevere è sempre stato un problema per la sua navigabilità. Quando le navi mercantili per stazza e traffico sono cresciute a dismisura, nonostante le ingenti risorse su cui la Roma Imperiale poteva contare, il suo porto non è mai stato sicuro perchè la sua navigabilità entrava in crisi ad ogni piena del Tevere.

Siracusa e Taranto

Per non parlare di Siracusa e di Taranto le due grandi città greche in Magna Grecia ed in Sicilia che prima di Roma erano diventate grandi potenze mediterranee. Città che grazie alla morfologia della loro costa potevano contare su porti naturali ampi su cui espandere nei secoli la loro forza navale mercantile e militare.

Repubbliche marinare

Nel medioevo é solo grazie ad alcune città sul mare italiane se il Mediterraneo rinasce dal lungo torpore succeduto alla caduta dell’Impero Romano. Amalfi, Pisa, Venezia e Genova sono le quattro repubbliche marinare che conquisteranno grazie alle loro flotte ed ai loro porti molti spazi mediterranei. Venezia nascerà in una laguna, Pisa sull’Arno, Amalfi e Genova invece dovranno conquistare il mare costruendo porti veri e propri. Il porto antico di Amalfi durò poco e ancora oggi gli studiosi non sono d’accordo di quanto fosse grande e proteso sul mare. Genova invece ha una storia di conquista e di difesa dal mare del suo porto quasi millenaria: ancora oggi continua ad espandersi e a cercare nuove soluzioni per migliorare la propria ricezione commerciale.

Porti, spiagge e turismo

Sulle nostre coste sono tanti i fattori economici che devono poter convivere senza entrare in conflitto. Porti e spiagge, balneazione e nautica da diporto sembrano sfidarsi tra coloro per quali  il turismo è la risorsa economica più proficua. Eppure le infrastrutture portuali di ogni genere, dal movimento delle merci a quello petrolchimico energetico, dalla pesca alle navi da crociera sono una necessità strategica di cui l’Italia non può fare a meno. Come fare? Quali scelte future l’Italia dovrà trovare per salvare il proprio paesaggio costiero?

Turismo sostenibile

Qui mi viene nuovamente in aiuto Diego Paltrinieri:

«La proliferazione delle opere artificiali sulle nostre coste e il crescente consumo di suolo nella fascia litoranea sono avvenuti negli ultimi 50 anni con un crescendo sempre più incontrollato, dove ha prevalso una politica di interventi emergenziali, sempre più orientata alla sola salvaguardia del sistema economico che ruota attorno al territorio. Come se la bellezza dei luoghi non fosse uno dei pilastri su cui si fonda uno sviluppo turistico sostenibile.» Leggi tutta la relazione di Diego Paltrinieri

Progetto fotografico in evoluzione

Questo articolo sull’erosione delle coste una conclusione non ce l’ha. In realtà è un argomento aperto che si arricchirà, perché da diversi mesi sto sviluppando un progetto fotografico sul paesaggio costiero italiano più minacciato dall’erosione costiera. Nei prossimi mesi spero di aggiungere nuove fotografie a questo articolo.

[LUCA TAMAGNINI]


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