Foto Punta Molentis
Volare sopra l’inferno, restare in paradiso
Sud Sardegna, Villasimius, Area Marina Protetta di Capo Carbonara
Per realizzare questa foto di Punta Molentis ho usato il drone. Ho volato sopra un paesaggio che solo dieci giorni prima era stato divorato dal fuoco. Un incendio che avevo visto nascere da lontano, esploso in pochi minuti, alimentato da un Maestrale furioso.
Il miracolo raccontato dalle cronache
Il giorno dopo, giornali e televisioni parlavano di un miracolo: nessun ferito, nonostante la spiaggia fosse affollata di bagnanti. I soccorsi erano arrivati dal mare. Un passaparola frenetico via cellulare aveva messo in moto una flotta spontanea di gommoni, coordinati dalla Guardia Costiera. Chiunque ne possedesse uno, tra Villasimius e Costa Rei, si era diretto verso Punta Molentis.
Il gommone, nato come mezzo militare da sbarco, si era rivelato l’imbarcazione ideale per raggiungere quella spiaggia e salvare centinaia di persone intrappolate dall’incendio. In poco tempo fu portata in salvo tutta la gente che si trovava a Punta Molentis, terrorizzate dalle fiamme e da un fumo soffocante. La strada da cui erano arrivate era ormai impraticabile: le auto avvolte dal fuoco, i serbatoi esplosi, ogni via di fuga cancellata.
… oltre 200 bagnanti sono stati salvati via mare dai gommoni e dalla Guardia Costiera, con circa 142 persone recuperate direttamente dai gommoni e altre evacuate complessivamente, tra cui bambini e una donna incinta … 27 luglio 2025 / L’Unione Sarda.it
Inferno e paradiso
In un unico paesaggio costiero sardo
Quando ho scattato questa foto di Punta Molentis, pochi giorni dopo l’incendio, il paesaggio era una visione simultanea di inferno e paradiso. Da un lato il mare della Sardegna, con trasparenze cristalline con sfumature smeraldine e si color cobalto dove il fondale si fa più profondo. Dall’altro la macchia mediterranea ridotta a cenere e carbone, un nero assoluto che spezzava l’armonia del luogo
Fotografia di paesaggio dal cielo
Vivere l’esperienza a distanza
Ho volato restando a bordo di una barca all’ancora. Il drone, in fondo, impigrisce. Niente cavalletti, niente attrezzature pesanti chiuse in sacche stagne, nessuno sbarco faticoso, nessuna esplorazione a piedi alla ricerca di un punto panoramico ideale. La fotografia, per me, è soprattutto esperienza. Con il drone sei davvero tu davanti a quella visione? O stai delegando lo sguardo a una macchina, mediato da un piccolo schermo? Scatti in remoto, sei distante da ciò che accade sotto il drone. Sei fisicamente altrove, emotivamente protetto.
Per questa foto di Punta Molentis l’incendio che osservavo dall’alto non mi sembrava reale. Non sono sbarcato, non mi sono inoltrato nei sentieri bruciati per toccare con mano ciò che il fuoco aveva lasciato dietro di sé. Non è stata pigrizia, ma paura. Quella distesa di macchia carbonizzata mi ha spaventato, mi ha provocato un senso di ribrezzo profondo.
Ho preferito restare in paradiso, galleggiare sull’acqua limpida della rada di Punta Molentis, sospeso sopra una bellezza che convive, nonostante tutto, con la distruzione.
[ LUCA TAMAGNINI ] Gennaio 2026








