Gaeta

Trovare indicazioni di un affaccio panoramico di Gaeta è stato difficile. Con zaino e cavalletto sono salito sul monte che incombe sulla città: il Monte Orlando. Il Monte è un parco di Gaeta. Un fitto bosco non fa vedere il mare. Sono circondato dal mare, eppure non lo vedo. Sulla sua sommità una bella sorpresa: un faro e un mausoleo romano. Sapevo di questo monumento ma non pensavo fosse visitabile all’interno. 

Un mausoleo romano sul monte

Nel mausoleo leggo chi fosse Lucio Munazio Planco, un console di Roma che qui ha voluto essere sepolto. Doveva essere una persona importante. Le rovine della sua villa sul mare sono qui a Gaeta. Un protagonista che si è trovato al centro degli eventi, quando Roma passò da repubblica ai grandi imperi dei Cesari. 

Lucio Munazio Planco

Giulio Cesare e Ottaviano Augusto sono stati a lui molto vicini. Un testimone e un protagonista di tanti eventi cruciali della storia del Mediterraneo. Dalla congiura a Cesare, all’amicizia di Cicerone, allo scontro contro il mondo ellenistico allora sotto il potere di Cleopatra (la Guerra Civile Romana tra Marco Antonio, Cleopatra e Ottaviano).

Gaeta è una città di mare molto illustre

Ma sono salito fin qui per fare una foto importante per il mio libro sui paesaggi costieri italiani. Gaeta è una città di mare molto illustre e non so da dove iniziare per raccontare il suo paesaggio marino, la sua lunga storia legata a Roma, a Napoli e a tutto il Mediterraneo.Da quando mi sono arrampicato sul monte ho incontrato poche persone. Sono tutti al mare. Un giovane “runner” riesce a darmi qualche indicazione su dove sia il miglior affaccio sul mare e su Gaeta. 

Il paesaggio da Monte Orlando

In realtà tutta la sommità del Monte Orlando ha fortificazioni seminascoste dal bosco. Sono pochi i varchi, i sentieri che portano oltre queste strutture militari. Finalmente trovo quello giusto e la visione del mare è meravigliosa come immaginavo. Gaeta è nascosta ma facendo molta attenzione tra i cespugli e lo strapiombo sul mare mi appare in tutta la sua bellezza. Lo scatto che realizzo è qui pubblicato ed è anche una fotografia stampata a doppia pagina sul mio ultimo libro fotografico ITALIA PAESAGGIO COSTIERO.

Gaeta salvatrice di Roma

La Fama di Gaeta è legata a fatti di un medioevo italiano prima del 1000, quando gli Arabi avevano la Sicilia e stavano minacciando anche Roma e il Papa. Ad Ostia ci fu una battaglia (849) contro gli islamici e grazie alla flotta di Gaeta e ad una tempesta i cristiani salvarono Roma.

Un’altra battaglia contro gli Arabi

Dopo circa 50 anni (915) una nuova battaglia a due passi da Gaeta alle foci del fiume Garigliano chiuse definitivamente le dispute contro gli Arabi. Gaeta ed suoi uomini, guerrieri e marinai vinsero sia per mare che per terra. Per Gaeta iniziò un periodo di grande prosperità e ricchezza. Divenne per quasi un secolo una Repubblica Marinara che contese a Napoli ed Amalfi commerci e potere. Purtroppo le ingerenze di altri imperi (Normanni, Svevi, Francesi e Spagnoli) misero fine alla sua autonomia commerciale ed economica. 

Gaeta in declino

Napoli e Roma troppo vicine ne hanno segnato il destino. Ampie franchigie a Napoli non furono sufficienti a recuperare il dominio perduto. Dopo il 1100 “la piccola Venezia del Tirreno” è una denominazione che Gaeta non si merita più. 

John Cabot

La storia di Giovanni Caboto è un esempio di come nel 1400 Gaeta viene abbandonata dai discendenti di una delle più importanti famiglie di Gaeta. Giovanni Caboto (John Cabot) è lo scopritore del Nord America (1497) cinque anni dopo la scoperta di Colombo. A differenza di Cristoforo Colombo di lui purtroppo si sa molto poco. Che sia nato a Gaeta è un’ipotesi concreta. 

La famiglia Caboto originaria di Gaeta

I Caboto sono stati mercanti, navigatori, ambasciatori e consoli di Gaeta per quasi due secoli. L’arrivo degli spagnoli a Gaeta fu sicuramente la causa dell’allontanamento di Giovanni Caboto da Gaeta. Divenne cittadino veneziano dopo aver vissuto a Venezia per molti anni. Consiglio di leggere la voce del Dizionario Biografico della Treccani.

Angioini e Aragonesi

Gaeta è una città di mare che perse la sua vocazione mercantile quando prima gli Angioini (francesi), e poi gli Aragonesi (spagnoli) la trasformarono in una fortezza inespugnabile. Un destino che le riserverà l’ultimo capitolo della fine della monarchia borbonica. L’Italia diventò una nazione quando Gaeta venne espugnata dai piemontesi.

L’ultimo assedio

L’assedio di Gaeta servì per stanare gli ultimi Borboni. Una guerra alla città da parte dell’esercito risorgimentale per catturare il Re e la Regina del Regno di Napoli. I Borboni resisteranno nella speranza di un intervento straniero. L’Austria e Francia non potranno far nulla per salvare il Regno del sud Italia. L’Inghilterra, il grande Impero anglo sassone, sta con i piemontesi, gli artefici dell’unificazione. L’Italia sta per diventare una nazione.

1860 l’Italia è una nazione

L’assedio di Gaeta è sulla fine del 1860. In un primo momento le truppe italiane si fermano alle solite foci del fiume Garigliano. I Francesi con una flotta minacciano dal mare di distruggere a cannonate la costruzione di un ponte. Il Re piemontese interviene per vie diplomatiche a far sì che la Francia si faccia da parte. Senza più la minaccia francese sul mare, all’esercito italiano si unisce tutta la flotta che il giovane stato, l’Italia, ha a disposizione.

Blocco navale

Il blocco navale chiude anche dal mare Gaeta. Iniziano i bombardamenti, Gaeta si difende bene e reca molti danni a varie unità navali italiane. Ma i morti sono molti di più nella città che negli assedianti. La situazione precipita quando salta per aria la seconda polveriera di Gaeta. La bandiera italiana verrà issata sulla Torre d’Orlando dopo tre mesi d’assedio. Il Re e la Regina si imbarcano a Terracina per Roma, non ancora espugnata. Porta Pia, la breccia nelle mura di Roma deve ancora avvenire (1870). Lo Stato Pontificio ha ancora 10 anni di vita.

Montagna Spaccata

Il Monte Orlando ha un santuario e una piccola cappella sospesa sul mare. La montagna è conosciuta come luogo mistico e sacro. Sul mare in Italia sono pochi luoghi di pellegrinaggio così vicini al mare. “Montagna Spaccata” è anche il suo nome più popolare. Una lunga scala scende al mare in fondo ad un piccolo fiordo stretto e verticale. 

Grotta del Turco

Qui vi è la Grotta del Turco. Un paesaggio costiero che mi ha molto affascinato, come la piccola Cappella sospesa nel vuoto. Due luoghi nelle due profonde spaccature del Monte Orlando che avrei voluto pubblicare nel mio libro Italia Paesaggio Costiero se avessi avuto più pagine a disposizione. Il paesaggio di Gaeta, ha conquistato la sua doppia pagina perché la sua immagine rappresenta un concetto paesaggistico più forte della Montagna Spaccata.

Le prime Repubbliche Marinare

Gaeta è un’Italia sul mare molto importante. Amalfi e Gaeta sono state le prime città italiane a riscoprire il mare dopo il crollo dell’Impero Romano e le invasioni barbariche. I primi contatti con il mondo musulmano, la scoperta della bussola, il commercio, hanno ripristinato quelle connessioni con tutto il Mediterraneo che l’Italia aveva bisogno per rinascere e prosperare.

Amalfi

Prima di Genova, Pisa e Venezia, è stata Amalfi e poi Gaeta a scoprire il mare e a trovare un alternativa al modello sociale ed economico del feudalesimo. Di Amalfi mi riprometto al più preso di tornarci e di scrivere un articolo su questo blog. In realtà sono anni che sto cercando di fare un libro fotografico su tutta l’Amalfi Coast e la Penisola Sorrentina. Paesaggi marini straordinari e grande storia italiana totalmente forgiata dal mare.

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Link al sito della casa editrice del libro fotografico di Luca Tamagnini: ITALIA PAESAGGIO COSTIERO

Dove mi sono documentato per scrivere questo articolo

Gaeta – Treccani Enciclopedia Italiana (1932)

Giovanni Caboto – Dizionario Biografico della Treccani.

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