Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani

in questo articolo racconto il progetto fotografico ed editoriale del mio nuovo libro fotografico sui paesaggi costieri italiani: ITALIA PAESAGGIO COSTIERO. Un progetto molto ambizioso che mi ha preso quasi 2 anni di lavoro. Un libro di paesaggi dove ho cercato di trovare una chiave di lettura più concettuale, che vada oltre il classico reportage di viaggio.

Sono partito da fotografie già realizzate in un arco di tempo di quasi trent’anni. Fatta la prima scelta sono tornato a fotografare. Quasi un terzo delle foto del libro sono state scattate tra il 2017 e 2018. Nessun elicottero o drone, ma un gommone su un carrello per portarlo ovunque. Il gommone mi permette di muovermi sottocosta con molta libertà, di sbarcare ovunque e piazzare il cavalletto su scogli e spiagge isolate. Luoghi irraggiungibili via terra.

Paesaggi e appartenenze

Un’idea concettuale di come costruire il libro l’avevo ben definita. Cercavo sia nelle mie vecchie foto che in quelle da realizzare, una narrazione geografica espressa da spettacoli costieri in armonia con la natura e la storia del Mediterraneo.

Paesaggi percepiti al di là dei campanilismi regionali, di un’Italia sul mare che è di tutti, compresi i milioni di stranieri che ogni anni vengono a fare i turisti nel nostro paese. Le vacanza al mare, sotto l’ombrellone o in barca, ci hanno fin da bambini legati a luoghi marini lontani da casa, sfondi paesaggistici molto importanti per la formazione delle nostre identità. 

Dall’infanzia all’adolescenza, la spiaggia, il litorale marino, per molti di noi italiani è stato un paesaggio formativo che ci ha fatto scoprire la natura primordiale del mare. Uno scenario sensitivo condiviso, amalgamato con l’universo degli affetti familiari, delle amicizie importanti e delle prime struggenti passioni amorose. Poi siamo cresciuti e tra nostalgia e ricordo di paesaggi perduti, la fotografia ci ha rivelato quanto a quei luoghi marini siamo ancora legati.

Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani - Luca Tamagnini fotografa i Faraglioni di Sant'Andrea - Salento, 2017
Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani – Luca Tamagnini fotografa i Faraglioni di Sant’Andrea – Salento, 2017

Dal Mar Adriatico al Mar di Sicilia

Sono partito dall’Adriatico, con le sue grandi lagune al nord per finire nel Salento. Due estremi geograficamente molto diversi ma che condividono un mare molto simile. Alla prima mareggiate il basso fondo dell’Adriatico sale e il blu del mare scompare.

Passato Otranto l’Adriatico diventa profondo e anticipa lo Ionio. In realtà siamo già nello Mar Ionio. Capo d’Otranto (Punta Palascìa) è il vero confine geografico dei due mari, il punto più orientale d’Italia. Sulle mappe nautiche a Punta Palascìa avviene il cambio di mare. Un confine che non ho voluto rispettare per questo libro fotografico sul paesaggio costiero italiano. Una licenza poetica… l’ultima foto del capitolo di paesaggi costieri dell’Adriatico è di Santa Maria di Leuca. Quando in barca si doppia Leuca si entra nel vero occidente mediterraneo, una specie di spartiacque di civiltà e di paesaggi.

Oltre Santa Maria di Leuca la costa si fa dolce ed è uno Ionio quasi tropicale un Salento caraibico che si ferma a Taranto. Ed ecco i primi templi greci sul mare, la Calabria anticipa la Sicilia Ionica. Un mare greco, antico, tagliato in due dallo Stretto di Messina, scorciatoia insidiosa per il Tirreno.

Ho continuato a seguire il sole: Taormina, Siracusa e oltre Capo Passero il Canale di Sicilia, il Mare di Sicilia. Al largo, molto al largo, ecco le piccole isole Siciliane. Linosa, Lampedusa e Pantelleria, sono minuscoli pezzettini d’Italia, su una frontiera d’Europa che è quasi in Africa. Anche le Isole Egadi, sono nel mare siciliano, a confine con il Tirreno. La loro vicinanza alla Sicilia ne fanno un arcipelago quasi cittadino, Levanzo e Favignana d’estate sono quasi dei quartieri di Trapani.

Il Mar Tirreno: un libro nel libro

Il Mar Tirreno è quello con più chilometri di coste e si è preso quasi la metà delle pagine del libro. Un libro nel libro. Dalla Sicilia tirrenica all’Isola d’Elba, passando per Stromboli, Capri, Ponza. Vulcani in mezzo al mare e vulcani in mezzo alla città, Napoli e il suo golfo. In queste acque sono andato a cercare un paesaggio costiero sommerso, un paesaggio costiero antico sprofondato sott’acqua, il ninfeo dell’imperatore romano Claudio a Baia. Ed infine la Sardegna tirrenica con le sue coste ancora ben conservate per miglia e miglia.

Dal Mar di Sardegna a quello Ligure

Il Mar di Sardegna è quello della Sardegna Occidentale, il mare più agitato di tutto il Mediterraneo, un mare che quando si ingrossa, sembra un oceano. Il Mar Ligure chiude il libro; Genova e Pisa, il mare della battaglia navale della Meloria, di un medioevo molto marino. La Meloria è una torre medioevale che è ancora lì in mezzo al mare, nonostante l’erosione del mare e giganteschi porta container che le passano accanto.

Ho dedicato il libro ad una persona molto speciale

Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani - Folco Quilici e Luca Tamagnini in elicottero, Mar di Sicilia, 1990
Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani – Folco Quilici e Luca Tamagnini in elicottero, Mar di Sicilia, 1990

Occuparmi soltanto di paesaggi costieri in un primo momento mi è sembrato riduttivo, quasi “cartolinesco”. Le tematiche marine in tutta la loro complessa dimensione, sono per un fotografo una galassia di contenuti che va dalla fotografia subacquea a quella antropologica. La biologia, l’archeologia dentro e fuori dall’acqua, sono mondi opposti, per non parlare di quello delle tradizioni marinare, che va dalla pesca alla religiosità marinare. 

Un vasto mondo mediterraneo dalle infinite connessioni culturali, artistiche ed economiche. In questo mondo di immagini da catturare ci ho sguazzato per anni. Ma ho avuto un maestro a guidarmi che si chiamava Folco Quilici. Per chi non lo conosce proverò in poche righe a dire chi era e cosa ha fatto in quasi 60 anni di carriera. Proprio quando era quasi giunto alla fine di questo libro, Folco si è spento dopo quasi 88 anni di vita e 60 anni di lavoro dedicato a raccontare il pianeta, il mare, gli uomini e le civiltà. Era un regista di documentari, di film e serie televisive, era un grande narratore, scrittore, giornalista, reporter di viaggio ed un grande fotografo.

Ha usato diversi mezzi espressivi per raccontare l’ecologia del mare, il rapporto dell’umanità su oceani, isole e continenti. Ho iniziato a lavorare con Folco proprio dai nostri mari e a firmare con lui i miei primi libri fotografici. Una collana di 4 volumi dal titolo: Mari d’Italia. Ed è da qui che sono partito per questo libro sul paesaggio costiero italiano. Tra il 1990 e il 1993 volammo in elicottero a volo d’uccello su tutte le coste d’Italia.

Le Aree Marine Protette d’Italia

Dopo quasi dieci anni ecco che si presenta un’altra grande occasione. Occuparmi nuovamente di coste, isole e mari italiani: le Aree Marine Protette. Per il mio lavoro di fotografo paesaggista e naturalista fu una svolta. Sempre con Folco Quilici andai a proporre al Ministero dell’Ambiente la realizzazione di una collana di libri fotografici su questi piccoli e grandi gioielli costieri. Dal 2002 al 2007 abbiamo pubblicato insieme 14 libri fotografici di grande formato su 14 Aree Marine Protette.

Coste d’Italia tra gli anni ’60 e ’70

Ma torniamo indietro di qualche anno ai tempi del lavoro sui mari d’Italia, quando scoprii una collana di libri dell’ENI: Coste d’Italia, 5 grandi volumi con tantissime fotografie di paesaggi costieri. Le edizioni erano state realizzate dal 1967 Al 1972. Fu incaricato Italo Zannier per realizzare le foto dei paesaggi costieri della collana. Oggi dopo 50 anni da quei libri dell’ENI ho pensato a Italo Zannier per avere un suo testo che presentasse questo mio libro fotografico sul paesaggio costiero italiano.

Sapevo che per convincerlo per avere un suo contributo al mio nuovo libro dovevo fargli avere materiale cartaceo. PDF via internet e qualsiasi altra diavoleria digitali non sarebbero stati da lui presi in considerazione. Feci un pacco di una decina di pagine del layout del libro e le mandai a Zannier per corriere. Avevo bisogno di un confronto, un punto di vista da un fotografo che conosceva bene il tema del paesaggio italiano sul mare ma anche un riscontro critico sulle mie fotografie di paesaggio.

Italo Zannier da diversi anni non è solo uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei, ma è anche uno dei più rigorosi studiosi della storia della fotografia italiana. Nel catalogo di una recente sua mostra a Milano “Fotofanie” Andrea Tomasetig (il curatore della mostra) ha scritto: “Italo Zannier si può considerare il patriarca della fotografia italiana, [..]”.

Prefazione di Italo Zannier

Italo Zannier come ha visto il progetto mi ha chiamato e si è reso subito molto disponibile. Ci siamo incontrati a Venezia dove vive. Ho portato con me molte più pagine del libro e abbiamo rifatto il periplo d’Italia sfogliando le bozze. Non sapevo bene con chi avevo a che fare; con il fotografo che aveva fatto il perito italiano negli anni ‘60 o con lo studioso di fotografia? In realtà sfogliare le bozze del libro con lui è stato una bella lezione di fotografia e mi è servita molto su come migliorare l’impaginato e la scelta della sequenza delle foto.

Ritornando alla collana dell’ENI (Coste d’Italia) e al suo illustre comitato scientifico, a cui Zannier doveva rendere conto con immagini molto descrittive, poco evocative. Il suo racconto di quel lavoro, in quei lontani anni 60, mi ha illuminato e reso orgoglioso del progetto. Il lavoro del fotografo di paesaggio è importante, le “belle fotografie” del paesaggio italiano sono una definizione ambigua (vedere Luigi Ghirri). Interpretare un paesaggio nel linguaggio della fotografia è un’operazione molto complessa, che ha sfumature, variabili concettuali e creative a volte anche contraddittorie. Quanto il fotografo riflette se stesso nel paesaggio e quanto la visione che deve riprodurre deve essere oggettiva?

Scatti (quelli di Zannier) che rivisti oggi mostrano un paesaggio costiero italiano sul ciglio della catastrofe. Una catastrofe che guardando le foto del mio libro sembra poi essersi arrestata. I testi di questi eminenti studiosi sono estremamente interessanti. Da testimoni dello sfacelo del paesaggio italiano del dopoguerra quali erano, esprimevano analisi delle cause che non lasciavano speranze al destino del paesaggio costiero italiano.

Minacce che non hanno bisogno di essere rivelate

Deturpare, alterare un paesaggio costiero è come perdere una persona cara, la cui foto è immagine nostalgica, rivelatrice di un’assenza. Non possiamo perdere la funzione evocatrice che una costa italiana ha avuto per generazioni di uomini, che sul mare hanno fondato civiltà e culture straordinarie. Chiudo questo articolo con Michele Smargiassi (Repubblica.it Fotocrazia) con queste sue parole al mio libro: “Sembra la topografia di un mito classico. Che per essere eterno, cerca di ignorare la modernità che rimane nascosta, come una minaccia.” Paesaggi orribili sul mare l’Italia ne ha tanti e io li ho nascosti tutti. Il paesaggio costiero italiano sta perdendo la sua eternità e la minaccia non ha bisogno di essere rivelata perché così ovvia ed evidente a tutti.


Maggiori dettagli sul libro ITALIA PAESAGGIO COSTIERO

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Rassegna stampa 2019 del libro ITALIA PAESAGGIO COSTIERO

Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani - Italia Paesaggio Costiero di Luca Tamagnini - Copertina rigida - 400 pagine © 2018 Photoatlante
Libro fotografico sui paesaggi costieri italiani – Italia Paesaggio Costiero di Luca Tamagnini – Copertina rigida – 400 pagine © 2018 Photoatlante

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