Il mio nuovo libro sulla Sardegna
Sardegna Paesaggio Costiero
Edito da Photoatlante
Ho realizzato un nuovo libro sulla Sardegna: un grande volume fotografico che rappresenta la naturale continuazione del mio progetto dedicato al paesaggio costiero italiano.
Copertina rigida
Formato: 29 x 29 cm
Pagine: 372
Prezzo: € 79,00
Peso: 2.50 kg
ISBN: 978-88-86967-25-9
Edizione bilingue: italiano inglese
Editore: Photoatlante
Mediterraneo dei primordi
Conosco bene il paesaggio costiero della penisola italiana, delle sue grandi e piccole isole. L’ho percorsa tutta, tra terra e mare a caccia di immagini. Una lunga linea di costa che ho esplorato quasi interamente dal cielo, in elicottero. Il paesaggio costiero della Sardegna è tra tutti quelli italiani l’unico, per immensi tratti totalmente integro, che conserva ancora l’incanto naturale del Mediterraneo dei primordi.
Periplo delle meraviglie
In questo volume sulla Sardegna ho voluto celebrare i paesaggi marini della Sardegna in un periplo delle meraviglie. Una grande avventura mediterranea che ho affrontato soprattutto fuori stagione, quando le sue spiagge si svuotano e il mare si spopola di barche. È passato più di un decennio dalla prima edizione. Allora la principale minaccia era la speculazione edilizia. Una legge salvacoste varata nel 2006, era il motivo, non esplicito, del progetto fotografico. Oggi, il paesaggio costiero della Sardegna è nuovamente in pericolo? Sono tornato sull’isola per questa nuova edizione, trovandola più affollata, ma ancora capace di difendersi dalle aggressioni antropiche del turismo di massa. Sono altre le minacce che oggi preoccupano. L’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare, attribuibile all’uso dei combustibili fossili, ha suscitato una reazione: sono in fase di progettazione grandi progetti di energia rinnovabile. Gigantesche pale eoliche potrebbero sorgere al largo, interrompendo la linea dell’orizzonte. Per la Sardegna, si tratta di una sfida: il desiderio di preservare l’integrità del suo paesaggio si confronta con la necessità di sfruttare la potenza dei suoi venti. Il mondo sta cambiando e le coste sono in prima linea.
Concept del progetto fotografico
Nelle prime pagine di questo nuovo libro sulla Sardegna sul mare, ho scritto un testo che definisce il concept del progetto fotografico: tra conservazione, celebrazione estetica, cambiamenti e sfide future. Ecco un estratto che si trova anche sulla bandella del libro:
«Il progetto fotografico di questo libro esalta la bellezza romantica dei paesaggi marini sardi per toccare il tema del conflitto contemporaneo dell’abitare le coste. Al mio coinvolgimento emotivo contrappongo quello che in realtà non mostro: un proliferare di stabilimenti balneari, un affollamento di barche in baie e rade incontaminate, una pressione che sembra consumare le spiagge più belle, tanto da averne limitato l’accesso. Il non mostrarlo, il nasconderlo è desiderio dì immutabilità, di eternità, di un equilibrio tra mare e terra, in cui la presenza umana si annulla in una natura che vorrei fosse invincibile.»
Il libro cartaceo offre un’esperienza unica nel percepire le fotografie, diversa da quella di uno schermo di cellulare o PC. Per cogliere appieno questa differenza, occorre avere il libro tra le mani. Questa esperienza è accessibile anche senza acquistarlo: molte librerie consentono di sfogliare i volumi illustrati.
I testi del libro sulla Sardegna
Un libro sulla Sardegna, in 165 fotografie di paesaggi marini. La Sardegna è forse tra le grandi isole del Mediterranee quella più affascinante e misteriosa, i suoi paesaggi sul mare evocano storie di popoli mediterranei antichissimi. Ho suddiviso il libro in quattro capitoli, ispirati ai punti cardinali: nord, sud, est e ovest, seguendo un periplo antiorario che inizia e si conclude a Tavolara. Alla fine di ogni capitolo, oltre alle fotografie, ho aggiunto dei testi in cui racconto i luoghi e i paesaggi della Sardegna sul mare. Il volume è disponibile anche in inglese, grazie alla traduzione curata da John Levy, un caro amico che vive in Italia e lavora come traduttore professionista.
La scelta delle mie fotografie
La parte più impegnativa del mio nuovo libro sulla Sardegna è stata selezionare le fotografie, alternando scatti d’archivio e nuove immagini. La prima edizione aveva quasi 100 pagine in meno, e sentivo il desiderio di rifotografare molti paesaggi. Non si è trattato di un reportage giornalistico, ma di un lavoro legato alla memoria e al trascorrere del tempo. Alcuni scatti risalgono al 1992 e 1993, realizzati dall’elicottero seguendo la linea di costa della Sardegna. Sorprendentemente, molti paesaggi sono rimasti quasi immutati. Durante questa nuova campagna fotografica, ho piazzato il cavalletto su numerosi lidi, aspettando pazientemente il momento giusto: attese, spesso solitarie, per un cielo colorato, un calo di vento, per un mare immobile.
Le spiagge più belle della Sardegna
I paesaggi costieri di questo libro sulla Sardegna sono anche soprattutto spiagge: un richiamo irresistibile per il turismo balneare. Le spiagge più belle e famose della Sardegna le ho fotografate deserte, fuori stagione. Forse non sono stato corretto perché l’immagine estiva della Sardegna è quella di spiagge vive e animate che purtroppo si stanno riempiendo di stabilimenti balneari. Forse qualche spiaggia affollata la dovevo inserire nel libro. Immagini che avrebberio tradito il progetto originario: sarebbe venuto fuori un altro libro sulla Sardegna. Qui l’articolo dove parlo delle spiagge della Sardegna: Foto Spiagge Sardegna
Acque cristalline della Sardegna
In nome “Costa Smeralda” evoca immediatamente il mare cristallino dal caratteristico colore smeraldo. Questo spettacolo naturale, esaltato dalla luce del Mediterraneo, è divenuto un simbolo iconico spesso abusato mella promozione turistica della Sardegna. Dal cielo ho fotogrfato questa meraviglia, in bassi fondali molto estesi, esaltata dalla limpidezza del mare della Sardegna. Forse il paesaggio color smeraldo più esteso e famoso è nell’Arcipelago di La Maddalena: la Rada del Cavaliere tra le isole di Budelli, Santa Maria e Razzoli. Scenari smeraldini che si manifestano soprattutto dal cielo. Ma ho anche cercato di non abusare di questto effetto marino luccicante e molto colorato. Ho fatto anche scelte opposte, di luce morbida e tenue, evitando le ore in cui il sole risulta troppo intenso. Questo approccio ha richiesto tempi di lavoro più lunghi, ma ha permesso di rivelare paesaggi marini di una Sardegna meno scontata.
Scogliere, isolotti e ciclopi di pietra
Graniti rossi, rocce calcaree, tufacee e vulcaniche sono una geologia costiera dai mille colori e forme che mi hanno molto impegnato. Questi paesaggi litici, che ho ricercato con cura e fotografato con molta pazienza, raramente mi hanno deluso. In questo libro della Sardegna sul mare, molte pagine sono dedicate a questi scenari litici e primordiali: ciclopi di pietra che si ergono come silenziosi guardiani di un paesaggio spopolato, immerso nella quiete quando il mare è calmo.
Riporto qui un tratto del testo tratto dal libro:
Mi faccio sedurre dai cieli della Sardegna, dalla loro luce, anche quando il sole non è ancora sorto o da poco tramontato.
Una lunga posa è il sortilegio. Una mutazione della realtà che non fissa la sostanza fluida del mare. L’immobilità della scena è definita invece dalla trama nitida delle rocce, da una linea dell’orizzonte ben incisa. La sorpresa, l’inaspettato si rivelerà dopo, quando da immagine impalpabile diverrà fotografia stampata.
Cave di granito sul mare
Fin dai tempi dei Fenici ci sono tracce di estrazione litica in riva al mare in Sardegna. Allora il mare era la via di trasporto più adatta a carichi così impegnativi. La pietra più estratta fino ai giorni nostri è il Granito: gli antichi Romani ci hanno lasciato resti di colonne a Capo Testa, nella baia di Santa Reparata. Vicino Villasimius, a Punta Molentis, una cava di granito abbandonata, è in un luogo magnifico: una piccola spiaggia circondata da massi di granito semilavorati è stata in funzione fino al dopoguerra. Nuove fotografie le ho realizzate per mostrare questi siti di estrazione sul mare non solo di granito ma anche di altre rocce arenarie più tenere: come quelle sotto la Torre Pixinni, vicino a Capo Spartivento o quella di Punta Su Bardoni vicino alla famosa Spiaggia di Is Arutas fatta di granelli di quarzo.
Cale nascoste della costa sarda
Questo libro sulla Sardegna potrebbe essere frainteso e usato come atlante per scovare le cale nascoste e poco conosciute, quella caccia ai tesori più segreti che il mare della Sardegna ha nel suo periplo infinito. Un altro mito che i visitatori della Sardegna sono sempre alla ricerca: quei posti segreti che il web, il social, amplificano e mitizzano il mare sardo, per scoprire poi super affollati e stravolti dal turismo estivo.
Grotte marine della Sardegna
In questo libro della Sardegna ho inserito solo una foto di una grotta marina: quella della Madonnina vicino a Cala Sisine. La presenza di una piccola statua della Madonna nella parte più profonda e meno visibile della grotta mi ha incuriosito. Un anziano barcaiolo è stato in grado di svelarmi il motivo di quella immagine sacra in quel luogo cupo e nascosto. Quella parte della grotta, con la sua piccola spiaggia di ciottoli ha salvato la vita a molti pescatori. Quando le barche erano a remi su questa costa imponente non c’erano ripari e baie sicure dove ripararsi dalle tempeste improvvise. Quella parte della grotta riusciva a mettere al sicuro piccoli gozzi e i suoi uomini per diversi giorni.
Tempeste e onde
Le tempeste mi fanno paura e sono molto difficili da fotografare. In questo libro sulle coste della Sardegna non ne troverete una. Anche se le tempeste che si abbattono sulla costa occidentale della Sardegna sono tra le più spaventose di tutto il Meditarreaneo. L’unica fotografia che ha a che fare con un mare agitato è quello che ho fatto a Capo Mannu, nella Penisola del Sinis: più che le onde d’un mare in tempesta, il soggetto della foto, sono i ragazzi con le loro tavole da surf. Il vento di Maestrale produce su quella costa sarda onde magnifiche per i surfisti, tra le migliori di tutto il mediterraneo. Un tema per un altro meraviglioso libro sulla Sardegna.
Stagni, lagune e torri saracene
Le coste della Sardegna ospitano ecosistemi unici, tra cui numerosi stagni e lagune. In passato, la malaria, che si diffondeva in queste zone umide con l’arrivo della stagione calda, ha rappresentato un ostacolo alla presenza umana lungo il litorale sardo. Solo nel dopoguerra, l’utilizzo del DDT, un potente insetticida, riuscì a debellare le zanzare anofele, responsabili della trasmissione della malaria, permettendo così ai sardi di riappropriarsi delle spiagge e delle lagune costiere. L’integrità del paesaggio costiero sardo è quindi dovuta alla sua limitata urbanizzazione e, in passato, alla malaria, oltre che alle incursioni dei pirati saraceni. Queste minacce storiche sono ancora oggi testimoniate dalle oltre cento torri saracene che punteggiano la costa sarda. Un’altra significativa presenza caratterizza molti paesaggi costieri descritti in questo libro dedicato alla Sardegna.
Dune costiere della Sardegna
Paesaggi desertici a pochi passi dal mare, forse l’esempio naturalistico che meglio esprime l’integrità naturalistica della Sardegna sul mare. Le due costiere sono un fenomeno meraviglioso che sulle coste della penisola è stato quasi del tutto annientato dalla cementificazione delle coste. In Sardegna sono molti i tratti costieri che conservano tali meraviglie paesaggistiche. Le dune più grandi e più estese sono quelle di Piscinas. Quelle più fotogeniche, secondo me, sono quelle di Porto Pino, di Capo Comino e di Rena Majori.
Storia e rovine sul mare in Sardegna
Rovine archeologiche in riva al mare, ecco paesaggi costieri a cui ho sempre rivolto molto interesse e che mi hanno impegnato molto anche nella scrittura. Le rovine di due città, Pula e Tharros sono due paesaggi archeologici sul mare molto affascinanti e unici nel suo genere. Due città fondate dai Fenici, poi Cartaginesi ed infine trasformate dai Romani. In un arco di diversi secoli queste città hanno avuto una vita intensa legata al mare, poi sono morte e sono state abbandonate. Il loro fascino sta nella loro mancanza di continuità, di non essere arrivate fino a noi ancora vive e abitate. Sono pochi in tutto il Mediterraneo casi del genere.
Amici sardi
Chiudo questo articolo rinnovando la gratitudine per chi mi ha aiutato in questa impresa fotografica ed editoriale:
Sono riuscito a chiudere questo mio periplo ideale, a realizzare quasi tutte le immagini che mi ero prefissato, grazie anche ad alcuni amici sardi che mi hanno aiutato, accompagnato e incoraggiato. Ed oggi posso affermare che molti paesaggi a cui loro appartengono, sono diventati anche miei.
Dal testo introduttivo del libro.
[LUCA TAMAGNINI] Gennaio 2025






















