Mostra fotografica a Cagliari
I miei paesaggi marini sardi alla Fondazione di Sardegna
Via San Salvatore Da Orta 2 Cagliari
14.05 → 15.09 lun → sab / 10 → 20 ingresso libero
Trent’anni di peripli sardi
Il paesaggio costiero per i primi navigatori del Mediterraneo incuteva terrore quando era sconosciuto. Il profilo di una scogliera, la forma di un’isola, la maestà di un faraglione erano immagini che si trasfiguravano in racconti mitologici, non solo in indicazioni vitali per la navigazione. Pregare il proprio Dio per una sicura navigazione era lo scongiuro più antico. Un rituale, periplo dopo periplo.
Anche il mio fotografare ha una sua prassi rituale: memorizzo immagini come esperienza, non più con il sacro ma con un sentimento ecologico quasi scaramantico — il desiderio di ritrovare lo stesso incanto dopo diversi anni. Trent’anni di peripli, un catalogo di paesaggi costieri che solo in Sardegna ho trovato così integri e sopravvissuti.
La scelta di non mostrare il degrado non è innocenza. È una presa di posizione. L’affollamento estivo, gli stabilimenti, le barche nelle baie sono una presenza reale ma temporanea: una sovrapposizione che il paesaggio sopporta e poi scrolla via. Quello che non vedi è presente come un’ombra. L’integrità che mostro è anche una domanda: fino a quando?
Ho piazzato il cavalletto su tanti lidi sardi. Interminabili attese per un cielo ideale, per un calo di vento… attese solitarie, alcune divenute momenti intimi della mia esistenza. In questi paesaggi costieri sogno di arrestare il degrado del mondo. Un periplo ideale della Sardegna senza fine, metafora di un Mediterraneo che si rigenera e sopravvive nonostante tutto.
Luca Tamagnini
Sardegna Paesaggio Costiero
Mediterraneo dei primordi
La Sardegna rappresenta oggi uno dei rari contesti del Mediterraneo in cui il paesaggio costiero conserva una continuità naturalistica ancora chiaramente leggibile. L’estensione del suo perimetro marino e la relativa integrità di ampi tratti permettono un confronto diretto con altre coste italiane, mettendo in evidenza un equilibrio fragile tra mare e terra che altrove è stato spesso compromesso.
Il progetto fotografico nasce da un lungo lavoro di osservazione e confronto sul paesaggio costiero italiano. In questo quadro, la Sardegna emerge come caso specifico: non per appartenenza, ma per una frequentazione costante e per un rapporto costruito nel tempo attraverso esperienze legate alla tutela del mare. Ciò che qui si manifesta con particolare evidenza è la presenza di forme di abitare capaci, almeno in parte, di mantenere una relazione armonica con l’ambiente.
Le immagini restituiscono un’identità antica e stratificata, in cui elementi naturali e tracce storiche convivono in una dimensione sospesa. Questa qualità arcaica non è intesa come nostalgia, ma come chiave interpretativa per leggere il presente. Il paesaggio non è rappresentato come semplice dato estetico, ma come spazio attraversato da tensioni contemporanee, dove la permanenza e il cambiamento coesistono.
La mostra propone così uno sguardo che unisce rigore documentario e apertura poetica, invitando il visitatore a considerare il paesaggio come organismo vivo, da osservare nella sua complessità.
Testo della Fondazione di Sardegna
Vieni a vedere la mostra
La mostra è aperta fino al 15 settembre 2026 e l’ingresso è gratuito.
Fondazione di Sardegna in Via San Salvatore da Horta 2 Cagliari.




















