Villasimius

In questo articolo racconto e mostro con foto e video un luogo di mare che amo molto: Villasimius. Da Capo Boi all’Isola di Serpentara, il mare è protetto. Quattro brevi video sul mare di Villasimius arricchiscono l’articolo. Molteplici frammenti animati di un diario video di molte stagioni passate a “Villa”. Un taccuino multimediale di tante immersioni subacquee, di uscite in gommone tra isole e spiagge bellissime. Villasimius è secondo me uno dei luoghi più belli della Sardegna. Se arrivate fino in fondo a questo lungo articolo, Villasimius vi entrerà nel cuore.

VILLASIMIUS / 1’31” Video Diary [1]

[VIDEO DI LUCA TAMAGNINI]
[MUSICA DI SERGIO BENONI]

Arrivo dal mare

Butto l’ancora e mi tuffo e dopo poche bracciate sono a riva. I primi passi sulla spiaggia dopo tanti giorni di mare sono quasi incerti, ma deliziosi. La passeggiata è infinita, la spiaggia lunghissima. Sono a Villasimius, nella rada di Porto Giunco, a ridosso di Capo Carbonara nel sud della Sardegna. Tornato a bordo e messo in acqua il tender sono sbarcato con macchine fotografiche e cavalletto sapendo benissimo dove andare.

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Villasimius, Spiaggia Timi Ama
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Villasimius, Torre di Porto Giunco dal cielo

Porto Giunco

Trovo subito il sentiero che va su alla Torre e dopo pochi minuti sono su uno dei punti panoramici di Villasimius che amo di più. Fatevi sedurre dalla luce anche quando il sole non è ancora sorto, o da poco tramontato. Fotografare la natura è un atto di esaltazione, di partecipazione illusoria all’interpretazione della bellezza. Cerco nel paesaggio un confronto, un desiderio di immutabilità. La linea dell’orizzonte sul mare è un’espressione rassicurante, il cielo, l’aria, la luce la disegnano in mille varianti, interpretarla può essere un’esperienza creativa intensa.

Villasimius in diverse stagioni

Di Villasimius ho ricordi bellissimi che ho condiviso con la mia famiglia, con amici di Cagliari e di “Villa”, amanti del mare e della buona cucina. Trovare il tempo per una vacanza è quasi un dovere, per se stessi e per i propri cari, partire e andare in cerca di modi di vivere a propria misura è un modo molto bello per stare insieme e per volersi bene.

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Villasimus, la piccola spiaggia di Punta Santo Stefano

Effetto Parco

Il mare di Villasimius è protetto da più di 20 anni. L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara va dal Promontorio di Capo Boi fino ad oltre l’Isola di Serpentara. In pochi metri d’acqua così come in immersioni profonde sono tante le meraviglie di questo tratto di costa del Sud della Sardegna. Ho nuotato a pochi metri da una spiaggia in mezzo a nuvole di pesci, con le bombole grazie a diving molto ben organizzati, mi sono tuffato tra cernie e barracuda.

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Una gorgonia rossa alla Secca dei Dotti
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Simbiosi tra l’attinia e il ghiozzo
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Una tartaruga marina nei fondali di Serpentara
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La rara murena nera nei fondali dell’Isola dei Cavoli
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Giovani sub e un relitto a Serpentara
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Spiaggia di Simius, nuvola di pesci (occhiate)

Delfini a Santo Stefano

Ho scattato centinaia di fotografie in tante immersioni. I fondali di Villasimius hanno una ottima fama, per il mio lavoro di fotografo mi è capitato spesso di lavorarci, di documentare come negli anni il fattore di protezione si sia evoluto e abbia ripopolato i fondali. Una prova di questa rinascita biologica sono queste foto che documentano un piccolo branco di delfini tra le barche, a poche decine di metri da una spiaggia affollata di Santo Stefano.

Tursiopi

Un evento eccezionale d’estate, sono tursiopi, la specie più grande tra i delfini. Proteggere il mare è un dovere proprio nei riguardi di questi meravigliosi animali. In queste acque trovano cibo, soprattutto quando hanno piccoli in difficoltà. I genitori cercano nei bassi fondali qualche preda che non si inabissi. Il mare aperto, profondo, ha bisogno di lunghe apnee, e un piccolo, nel periodo dello svezzamento, se debole potrebbe non riuscire a pescare da solo.

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Villasimius-Spiaggia-Santo-Stefano-delfini-tursiope-1-foto-di-Luca-Tamagnini
Villasimius-Spiaggia-Santo-Stefano-delfini-tursiope-1-foto-di-Luca-Tamagnini
Delfini al largo della Spiaggia di Punta Santo Stefano

A caccia di luce

Il temporale estivo lo vedi arrivare con un certo anticipo e il paesaggio ha come una metamorfosi. Questi eventi possono essere ottime occasioni per scattare qualche bella fotografia. Ma bisogna anche essere fortunati: un gozzo di pescatori è l’unica barca che ha il coraggio di avventurarsi in mare, il sole del tardo pomeriggio colora di rosso la pioggia lontana su Capo Boi e il mare ha preso tonalità di blu mai viste. Giochi di luce che durano pochi attimi.

Stagno di Notteri

Il sole sta tramontando, devo raggiungere un altro luogo magico di Villasimius: lo Stagno di Notteri. Ho ancora qualche minuto e poi tutto sparirà nel buio. La superficie della piccola laguna è immobile e riflette come uno specchio il cielo che si sta colorando di rosa. Non sto qui ad elencare i migliori luoghi panoramici da dove fare belle foto. Diverse immagini realizzate per questo libro sono state fatte dal cielo con un elicottero.

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Villasimius, Punta Santo Stefano
Foto di Luca Tamagnini, Sardegna Sud, Villasimius, Stagno di Notteri.
Villasimius, Stagno di Notteri

Paesaggi di Villasimius

Le foto di Villasimius che amo di più le ho realizzate andando in giro per sentieri o in escursioni in gommone. Le gite organizzate con le barche più grandi non consentono autonomia di orari. Con il gommone si possono raggiungere le due piccole isole disabitate e selvagge dell’Area Marina Protetta. Ogni spettacolo della natura di cui abbiamo subito il fascino, ci rimane sempre nel cuore, anche dopo, quando la vacanza è finita e siamo tornati a casa.

Armonia e bellezza

Ogni volta che vengo a Villasimius, ogni volta che mi affaccio sul suo mare, trovo sempre nuovi spunti, le mie foto sono esperienze quasi fisiche nel paesaggio: lunghe attese a caccia della luce giusta, della nuvola perfetta. La bellezza del paesaggio costiero di Villasimius del suo promontorio e delle sue piccole isole è molto adatto per chi ama viaggiare con la macchina fotografica e cerca nel paesaggio armonia e bellezza.

Sardegna, Villasimius Rada di Porto Giunco dal cielo con piccole barche a vela (laser) in un mare turchese (foto aerea)
Rada di Porto Giunco
Villasimius-Cava-Usai-roccie-di-granito-sul-mare
Cava Usai
Sardegna, Villasimius Porto Giunco e Stagno di Notteri dal cielo (foto aerea)
Stagno di Notteri
Sardegna, Villasimius due bagnanti nuotano a Porto Giunco
Porto Giunco
Sardegna, Villasimius scogli di Cala Caterina con uccelli marini (marangone dal ciuffo)
Scogli di Cala Caterina
Sardegna, Isola dei Cavoli Tafone sullo sfondo lontano il faro
Isola dei Cavoli
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Sentiero per il Capo

Un piccolo zaino sulle spalle, scarponcini comodi, e parto per il sentiero che mi porta sulla punta di Capo Carbonara in un tardo pomeriggio d’agosto. La parte finale del promontorio ha una vista magnifica sull’Isola dei Cavoli. Ho scelto una giornata di vento, il maestrale ha iniziato a soffiare in tarda mattinata. Sono sul crinale e ora posso vedere i due mari. A sinistra il mare è piatto, a destra agitato. Molte barche si muovono per rientrare nel porto turistico di Villasimius, gommoni in maggioranza. Sul mare di sinistra ridossato, sfrecciano festosi dopo una bella giornata di mare.

Gommoni e maestrale

Sono sopratutto gommoni presi a noleggio. Sono partiti stamattina dal porto di Villasimius quando ancora il maestrale non era “entrato”. Le previsioni lo avevano annunciato, ma la bella giornata era irresistibile, la gita in gommone irrinunciabile. Sono arrivato sulla punta, ho il canale di mare che separa il Capo dall’Isola dei Cavoli sotto di me, ora posso quasi sentire le urla dei gitanti ai primi spruzzi, ai primi impatti degli scafi con le onde. La gioia sta diventando paura, chi si copre con i teli di spugna, chi urla di tornare indietro. Ora i gommoni sono lenti, la baldanza di qualche minuto fa si è dissolta contro un muro d’aria ed acqua.

Ritorno in porto

Diversi anni fa mi è capitata la stessa sorte, sapevo benissimo che tornare in porto sarebbe stata una bella avventura. Ma a parte gli schizzi, basta andare piano e tutto si aggiusta. Ma se hai a bordo qualcuno che ha il terrore delle onde, l’umore cambia in tutta la barca, la paura è contagiosa e quelle fastidiose onde ti sembrano dei draghi che vogliono inghiottire la barca. Appena fuori dall’Isola dei Cavoli con questo vento le onde possono anche diventare dei verticali muri d’acqua, il vento ha avuto tutto il Golfo di Cagliari per rinforzarle. Con il gommone bisogna stare sotto costa e farsi proteggere da Capo Boi. Appena superata Punta Santo Stefano il mare non fa più paura e il porto di Villasimius è ormai vicino.

Roccia a forma di pinna nel porto

Nel Porto Turistico di Villasimius si trova una roccia in riva al mare a forma di pinna. Ho scritto un articolo su questo blog che parla di questa scultura naturale e sull’origine del toponimo Timi Ama che è anche il nome della bellissima spiaggia al di là del porto. Leggi l’articolo “ Timi Ama “.

SUP a Porto Giunco

Video Diary [2] / 2’00”

[VIDEO DI LUCA TAMAGNINI]
[MUSICA DI SERGIO BENONI]

Beatrice, mia figlia, ha noleggiato un SUP (Stand Up Paddle) a Porto Giunco a Villasimius. La tavola da surf con un lungo remo è ormai una modo di vivere il mare molto diffuso. Il surf è molto largo e stabile e anche a chi non è esperto, permette di remare rimanendo in piedi. Le condizioni del mare devono essere di calma piatta, ogni piccola onda prodotta dalle barche mettono in difficoltà l’equilbrio, ma basta inginocchiarsi per non finire in acqua. Non ero mai stato sulla Torre di Porto Giunco in pieno agosto. Decido di riprendere in “time lapse” la spiaggia brulicante di vita.

Spiaggia Timi Ama

L’effetto è straordinario: amplificata dall’effetto accelerato la frenesia dei bagnanti è bolgia gioiosa, parodia comica delle vacanza di massa. Forse è l’acqua cristallina che fa impazzire tutti. 15 minuti di ripresa in tempo reale li concentro in soli 10 secondi. Beatrice sul surf se la cava bene, nonostante sia la sua prima volta. La vedo prendere il largo, oltre la grande rada di Porto Giunco e avviarsi verso l’altra grande baia, quella di Cava Usai.

Scoglio “Acapulco”

Raggiungo in gommone Beatrice che con il suo surf ha fatto quasi un miglio di mare ed è già allo “scoglio dei tuffi”, un grande blocco di granito a picco sul mare detto “Acapulco” poco distante da Cava Usai. Ragazzi eccitati dall’adrenalina si tuffano da un’altezza che sfiora i 10 metri. Il tuffo di testa è per tuffatori esperti e nessuno se la sente di rischiare. Si può vivere il mare di Villasimius in tanti modi, e questa nuova disciplina del surf si adatta molto bene alla sinuosa linea di costa del promontorio di Capo Carbonara che alterna magnifiche e lunghe spiagge riparate dai venti dominanti a tratti rocciosi spettacolari, lontani dalle pazze folle estive.

Galoppata a Notteri

Il mio cavallo scalpita, lo tengo, ma vorrei tanto lanciarlo. La guida di un maneggio di Villasimius si è raccomandata: “sulla spiaggia niente galoppo… non avete le gambe, non siete ancora pronti”. I cavalli conoscono bene la spiaggia e fremono per scattare, una competizione istintiva, voglia di essere il più veloce, di prendere la testa del branco. Un galoppo che si potrebbe trasformare in una corsa da ippodromo. Solo a primavera quando le spiagge sono deserte è consentito attraversare la lunga spiaggia del Giunco.

Villasimius-Porto-Giunco-passeggiata-a-cavallo-in-spiaggia-foto-di-Luca-Tamagnini
Villasimius, cavalli e cavalieri tra il mare di Porto Giunco e lo Stagno di Notteri

Villasimius a cavallo

Lo stagno di Notteri ha poca acqua, si trotterella su un fondo compatto essiccato dal sole e dal vento. Le abbondanti piogge e le forti tempeste invernali sono in grado di sconvolgere la fisionomia di questa meravigliosa spiaggia. Il mare a volte entra nello stagno così come può succedere che sia lo stagno a straripare in mare.

Fenicotteri

La passeggiata a cavallo anche senza galoppata è molto piacevole, passiamo rasenti al bordo dello stagno, un grande stormo di fenicotteri atterra proprio mentre passiamo con i cavalli. Gli uccelli hanno più timore di una sagoma umana che di quella di un cavallo. Un gruppetto di uccelli acquatici, i cavalieri d’Italia, non ci temono, continuano le loro faccende anche quando passiamo vicini. Da cavallo si vedono tante cose, la passeggiata è un percorso per sentieri panoramici, un sali e scendi tra le colline del promontorio di Capo Carbonara. Un’escursione da non perdere a Villasimius.

Sardegna, Villasimius Stagno di Notteri fenicotteri e bagnanti
Stagno di Notteri
Stagno-di-Notteri-fenicotteri-in-volo-foto-di-Luca-Tamagnini
Stagno di Notteri
Sardegna, Villasimius fenicotteri nello Stagno di Notteri kite surf
Stagno di Notteri
Sardegna, Villasimius fenicotteri nello Stagno di Notteri cavallo con cavaliere al galoppo sfuocato
Fenicotteri, tra lo Stagno di Notteri e il mare di Porto Giunco (Spiaggia Timi Ama)

Isola dei Cavoli

Sbarco all’Isola dei Cavoli con le ultime luci del sole, Cala di Ponente è l’unico approdo dell’isola. Le luci lontane di Villasimius si sono già accese. Un largo e breve sentiero porta al faro. Dalla terrazza del faro il paesaggio del canale che separa l’isola da Capo Carbonara è bellissimo. Il canale è largo meno di 1 km. Volto le spalle alla costa e mi rivolgo al mare aperto, verso sud. Un gigantesco porta-container sta andando verso Cagliari. Molto al largo una nave da crociera ha acceso tutte le luci. Il solito traghetto della Tirrenia sta doppiando l’Isola di Serpentara. Un faro molto importante, per un traffico navale intenso.

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Isola dei Cavoli, approdo del faro
La-terrazza-del-faro-dell'Isola-dei-Cavoli-foto-di-Luca-Tamagnini
Isola dei Cavoli, la terrazza del faro

Madonna del Naufrago

Il 14 marzo 1996 un traghetto, partito da Cagliari si incagliò violentemente sull’Isola Serpentara. La nave non affondò, 371 passeggeri illesi. La statua della Madonna del Naufrago di Villasimius che qui giace sott’acqua in una baia dell’Isola dei Cavoli ha scongiurato un disastro. Ci sono molto relitti in queste acque, un vero cimitero sommerso. Forse il relitto più importante che giace nei fondali di Villasimius è quello di una nave del tardo medioevo. Trasportava merci, ma aveva anche dei cannoni. Forse una caravella (nave da trasporto), forse una galera (nave da guerra).

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Isola dei Cavoli, la Madonna del Naufrago

Museo Archeologico

Nel Museo Archeologico di Villasimius sono esposte una bombarda e un mortaio insieme a piatti, ciotole, coppe, mattonelle di varie dimensioni. Gli oggetti più interessanti sono proprio le mattonelle smaltate, “azulejos” di fattura arabo-spagnola. Dallo stemma si è risaliti alla famiglia Beccadelli che risiedeva alla Zisa di Palermo. La Zisa è una delle maggiori attrazioni architettoniche della città. Forse questi “azulejos” sarebbero serviti proprio per decorare questo antico palazzo, una delle più importanti rappresentazioni artistiche della Sicilia arabo-normanna. Il relitto si trova ancora sotto la sabbia a pochi metri di profondità, non molto lontano dalla statua della Madonna. Gli esperti dicono essere una vera rarità, forse l’unico relitto contemporaneo alle caravelle che scoprirono l’America.

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Mattonella smaltata azulejos trovata nel carico del relitto spagnolo del XV secolo naufragata all’Isola dei Cavoli
Museo-Archeologico-di-Villasimius-spada-trovata-nel-carico-del-relitto-spagnolo-del-XV-secolo-naufragato-all'Isola-dei-Cavoli
Spada trovata nel carico del relitto spagnolo del XV secolo naufragata all’Isola dei Cavoli

Domus de Janas

Le tracce più antiche della presenza dell’uomo in questo territorio sono i resti di una necropoli del Neolitico. Non è facile da trovare, è nei pressi della spiaggia del Riso, vicino alla Marina di Villasimius, in una zona residenziale a pochi passi dal mare. Si tratta di una “domus de janas”, una antichissima tomba a grotticella. Nella tradizione popolare sarda “domus de janas” significa “casa delle fate o delle streghe”.

Villasimius, Domus Dejana nei pressi della Spiaggia del Riso

Tombe scavate nel granito

Gli archelogi hanno ormai da tempo adottato questo nome per queste tipologie di tombe, scavate nella viva roccia. Questa della spiaggia del Riso a Villasimius per le sue caratteristiche costruttive e per la presenza di tracce decorative rosso ocra è simile a tante altre tombe trovate in Sardegna. Grazie a scavi di altre tombe trovate intatte, che non hanno subito riutilizzazioni e profanazioni, gli archeologi sono riusciti a datare e ad identificare alcuni tratti culturali comuni ad altre regioni del Mediterraneo.

Preistoria sarda

Uno scenario tra preistoria e storia molto affascinante, che va dalle Cicladi a Creta, da Malta alla Sicilia. Siamo nel III° millennio in una Sardegna antecedente al periodo della costruzione dei nuraghi. Si tratta di quella cultura mediterranea che creava e produceva le statuette della cosiddetta “dea Madre”. Al Museo di Cagliari una vetrina è dedicata a loro, ed alcune di esse sono state trovate in “domus de janas” come questa della spiaggia del Riso. Queste statuette hanno tutto il fascino di un’arte antropomorfa dei primordi, evocazione stilizzata del corpo femminile che genera vita. Da Villasimius Cagliari non è lontana, una visita al Museo Archelogico di Cagliari merita mezza giornata di vacanza.

Cernie e cipree

Video Diary [3] / 3’26”

[VIDEO DI LUCA TAMAGNINI]
[MUSICA DI SERGIO BENONI]

Una cernia immobile sul fondo, non mi teme, lentamente cerco di avvicinarmi, trattengo il respiro per non spaventarla, l’aria sott’acqua è rumorosa. Quando finalmente riprendo a respirare le sono quasi addosso, e se non fosse stato per le bolle d’aria uscite dai miei polmoni, l’avrei quasi toccata. Si è allontanata lentamente, i suoi movimenti non esprimono paura, da preda minacciata. Questa insieme ad altre esperienze subacquee che ho vissuto nei fondali di Villasimius le ho riprese e montare in questo video.

Area Marina Protetta

Siamo in un tratto di mare di Riserva Integrale dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, qui da diversi anni è vietata anche la navigazione, è la zona A degli isolotti “I Variglioni” dell’Isola di Serpentara, aperta in maniera regolamentata solo ai diving autorizzati. Le cernie sono le prede più cacciate dalla pesca subacquea. Sono pesci territoriali, vivono nei bassi fondali e in quelli profondi. Sono pesci predatori soprattutto di polpi. Il loro istinto è quello di scappare alla vista di un subacqueo, si nascondono in anfratti profondi.

Cernie

Le cernie sono convinte di essere al sicuro nelle loro tane. Con un fucile subacqueo e una torcia invece sono un bersaglio facilissimo, uno sterminio del nostro mare che va avanti da decenni e che grazie all’istituzione dell’Aria Marina Protetta di Villasimius in queste zone si è fermata. Le cernie nei mari non protetti fuggono spaventate appena vedono un subacqueo. Esiste il bracconaggio purtroppo, pescatori di frodo che pescano dove non dovrebbero, qualche fucilata e i pesci rimangono scioccati. Basta poco per distruggere una fiducia costruita dai subacquei in migliaia di immersioni, da chi cerca un contatto con la natura e con le sue creature.

Barracuda

Nuotare dentro una nuvola di barracuda è un incredibile contatto diretto con una natura selvaggia mediterranea, e anche se sono una specie tipica dei mari tropicali da diversi anni sono diventati comuni anche nei nostri mari. I sub non sono più una minaccia, i pesci si stanno abituando alla loro presenza. Proteggere il mare è anche questo, i diving di Villasimius portano ogni anno tantissimi subacquei sott’acqua ed è anche grazie a loro se questi luoghi d’immersione sono rispettati ed amati.

Snorkeling

Immergersi con le bombole non è il solo modo per accedere ad un mare protetto. Imparare ad osservare il fondo del mare può rivelarsi sorprendente ed emozionante anche soltanto con pinne e maschera. Nei fondali sabbiosi delle bellissime rade di Villasimius sono tante le specie che si possono incontrare facendo snorkeling. Nuvole di mormore e occhiate sono ovunque, razze e sogliole sono molto mimetiche e solo occhi esperti sono in grado di svelarle. Ma è il pesce pettine, quello che nella sabbia ha un comportamento sorprendente. Sono riuscito con una ripresa video a cogliere un esemplare nell’attimo del suo tuffo nella sabbia, un guizzo prodigioso per sopravvivere e fuggire ai predatori.

Meduse e aguglie

Con una muta leggera da 3 millimetri riesco a stare ore in acqua. Una boa colorata mi rende visibile alle barche di passaggio. La mia pinneggiata è lenta, i movimenti sono morbidi, il respiro nel boccaglio rilassato. Vedo molte meduse a mezz’acqua appena sotto di me. Debbo stare attento a quelle a pelo d’acqua, i loro filamenti fanno male, se guardo solo il fondo ci potrei finire contro, e senza il cappuccio della muta ho quasi tutto il collo e il viso scoperti. Grazie a questa attenzione, vedo, sul pelo dell’acqua, un gruppo di aguglie che cambia velocemente direzione, le nostre traiettorie si stavano scontrando. Vagano in superficie scrutando il fondo, in questo modo sono meno visibili alle loro prede e cacciano come gli uccelli rapaci. Sfrecciano verso il fondo e colpiscono velocissime con le loro lunghe mascelle a forma di becco, piene di piccoli denti appuntiti.

Pesce ago cavallino

Esiste una biodiversità incredibile anche nei primi centimetri sotto il pelo dell’acqua. Gli organismi mimetici sono quelli più affascinanti: mio figlio Paolo mi indica qualcosa, sembra una foglia di posidonia morta, alla deriva in un metro d’acqua. Un colpo di fortuna! E’ un pesce ago cavallino, il suo mimetismo lo rende quasi invisibile.

Mimetismo straordinario

Le riprese video di questa creatura nel suo habitat permettono una percezione completa di un mimetismo legato anche al suo movimento, così simile a quello di una sottile foglia di posidonia. Il pesce ago cavallino non ha bisogno di nascondersi, di rimanere immobile e confondersi in un habitat statico, tipico di tantissimi mimetismi animali. I suoi movimenti non si colgono, eppure si sposta e nuota in balia della risacca. Come un’alga morta, sembra privo di vita e non desta l’attenzione dei predatori. In questo modo può andare in giro a catturare le sue piccolissime prede: bavose, ghiozzi e crostacei quando sono ancora in fase larvale.

Cipree

Le altre riprese video che mi hanno rivelato qualcosa di meraviglioso sono le cipree. Della famiglia dei gasteropodi, la stessa delle comuni lumache terrestri, le cipree le ho potute cogliere grazie ad una tecnica di ripresa molto semplice: piazzare la videocamera accesa in ripresa continua a pochi centimetri dalla ciprea e poi allontanarsi dal piccolo set subacqueo. Dopo qualche decina di secondi l’animale rintanato nella conchiglia, non sentendomi più nelle vicinanze, esce fuori per muoversi e spostarsi in un rifugio più sicuro.

Le riprese delle cipree

Queste riprese documentano la grazia dei loro movimenti e svelano dettagli difficili da scorgere in uno sguardo ad occhio nudo. Le minuscole antenne e i piccoli occhi di un esemplare di Luria lurida, appaiono sotto la conchiglia in una parvenza di sguardo, un primo piano di un animale marino impaurito, vulnerabile, scuro e molliccio come le lumache terrestri. L’altra specie di ciprea che ho filmato è l’Erosaria spurca. Ha sembianze più vegetali che animali, sembra un piccolo ciuffo di alga marina quando esce e ricopre tutta la conchiglia.

Ciprea-Erosaria-spurca-foto-subacquea-di-Luca-Tamagnini
Ciprea Erosaria spurca
Ciprea-porcellana-(Luria-lurida)-foto-subacquea-di-Luca-Tamagnini
Ciprea Porcellana (Luria Lurida)

Dove fare snorkeling

Sono tanti i luoghi dove fare snorkeling nel mare di Villasimius. L’Isola di Serpentara da qualche anno ha cambiato i confini della zona “A”, di tutela integrale, quei tratti di mare inaccessibili senza autorizzazioni. Oggi è permesso nuotare lungo buona parte della costa occidentale di Serpentara. Si tratta di un tratto di mare poco battuto, con bassi fondali molto estesi, che per anni sono stati interdetti alla navigazione. La costa orientale di Serpentara invece è profonda, molto spettacolare, ma è per apneisti esperti, come i fondali dell’Isola dei Cavoli, più adatta al diving, alle immersioni con le bombole. I tratti di costa che conosco meglio sono quelli che vanno da Fortezza Vecchia (appena fuori dal porto) a Cala Caterina.

Punta Santo Stefano

A Punta Santo Stefano bisogna fare attenzione alle correnti marine, un fiume d’acqua cristallina potrebbe farvi desistere, ma è qui che iniziano i fondali più ricchi di vita. Anche oltre il Capo, a Cava Usai ci sono scenari magnifici poco profondi e dove l’immenso fondale sabbioso della rada è interrotto da piccole secche affioranti piene di vita. In queste lunghe passeggiate marine mi è capitato spesso di vedere sfrecciare ad una velocità sorprendente un siluro nero.

Uccelli subacquei

Non è un pesce, ma un uccello. Si tratta del marangone dal ciuffo, parente del cormorano, che popola numeroso tutte queste acque. Con un colpo di fortuna sono riuscito a fotografarlo sott’acqua. In una piccola insenatura tra i graniti di Cava Usai, nella vecchia cava abbandonata in riva al mare, un giovane marangone ancora con il piumaggio chiaro, mi ha dato il tempo di fare qualche scatto sott’acqua. Era molto impegnato a dare la caccia alle sardine e non si è accorto del mio arrivo. In quel posto quasi chiuso e stretto avevano cercato rifugio i piccoli pesci e proprio grazie a questo spazio ristretto il marangone aveva una sola via di fuga: passarmi davanti a breve distanza.

Sardegna, Villasimius, Cava Usai, uccello acquatico (Marangone dal Ciuffo) in immersione - Foto di Luca Tamagnini
Cava Usai, marangone dal ciuffo in immersione

Marangone dal ciuffo

Il marangone è una creatura con due fisionomie, come fossero due creature differenti, una per dominare l’aria e l’altra per dominare l’elemento liquido. Un talento che percepisci solo dopo averlo visto sott’acqua, d’altronde è un predatore subacqueo, le ali le usa solo per spostarsi e non per cacciare.

Apnea

Immergersi sott’acqua, soprattutto in apnea, è per me un’esperienza nella natura quasi mistica. Galleggiare sulla superficie del mare, regolare il proprio respiro, sentire il battito, sono rituali che servono a preparare il corpo e la psiche a stare senza aria. In uno stato quasi ipnotico, attivo nuove percezioni sensoriali che mi aiutano a star bene nel mondo liquido, condizione necessaria per nuotare sott’acqua il più a lungo possibile.

Suoni sottomarini della natura

Ho imparato ad ascoltare i suoni del mare, quel sottofondo rumoroso prodotto da migliaia di gamberetti che strofinano assieme due superfici ossee, come fanno i grilli e le cicale. Crepitio di chele di un’infinità di specie di crostacei e di chissà cos’altro si diffondono dai fondali rocciosi, dalle praterie di posidonia e comunicano la buona salute di un tratto di costa. Anche i pesci tamburellano, fanno dei rumori con le pareti della loro vescica natatoria e sembra che tutto questo schiamazzo serva per i loro rituali di corteggiamento. Il mare di Villasimius sott’acqua è molto chiassoso, segno che la sua biodiversità è in buona salute.

Pesci balestra

Video Diary [4] / 1’31”

[VIDEO DI LUCA TAMAGNINI]
[MUSICA DI SERGIO BENONI]

La Secca dei pesci balestra per me e per i miei figli è un tuffo obbligato, irresistibile, ogni volta che veniamo a Villasimius. Qui un bagnino della spiaggia di Simius ha creato una consuetudine, un’attrazione turistica, cibare i pesci. Avanzi di pesce e pane secco hanno reso questo piccolo scoglio subacqueo straripante di vita. Non servono le bombole, sono pochi metri d’acqua. Tra nuvole di occhiate, piccole ricciole, lecce stella, castagnole, cefali, appaiono dal fondale sabbioso le inconfondibili sagome dei pesci balestra.

Villasimius, Spiaggia di Simius, Secca dei Pesci Balestra - Luca Tamagnini
Secca dei pesci balestra
Villasimius, Spiaggia di Simius, Secca dei Pesci Balestra - Luca Tamagnini
Secca dei pesci balestra
Villasimius, Spiaggia di Simius, Secca dei Pesci Balestra - Luca Tamagnini
Secca dei pesci balestra

Balestra Mediterraneo

Quando si parla della tropicalizzazione del Mediterraneo spesso erroneamente si porta ad esempio questa specie di balestra che è invece l’unica che vive nei nostri mari. Oltretutto questi balestra non sono nemmeno presenti in Mar Rosso, non fanno parte di quelle specie che si sono introdotte attraverso il Canale di Suez nel Mediterraneo. Ne abbiamo contati 6, alcuni di grandi dimensioni. Sono abituati alla presenza umana, i bagnanti più avventurosi della spiaggia ci arrivano numerosi in pedalò. Questi spettacoli della natura, dove l’uomo con il suo cibo deforma abitudini e consuetudini di esseri viventi liberi e selvatici, possono anche essere delle occasioni se non di educazione ambientale, di contatto emozionale.

Nuotare tra i balestra

Terminate le riprese, stanchi per le apnee e gli inseguimenti ai pesci balestra, con mio figlio udiamo degli strani gorgoglii provenienti da alcuni giovani bagnanti, che per un attimo ci fanno preoccupare. Il maschio del balestra può farsi minaccioso e a volte con il suo robusto becco può anche mordere; ma non questi della spiaggia di Villasimius. Questi sono abituati ai bagnanti e non sono aggressivi. Ma è solo il suono distorto dal boccaglio della maschera che ha attutito le urla di sorpresa di chi, per la prima volta, ha avuto un contatto diretto con i balestra. Abbiamo sorriso, felici di aver condiviso con loro quella stessa esperienza, inconsapevolmente donata da questi pesci fuori dal comune.

[LUCA TAMAGNINI] 25 maggio 2020


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