Poetto Sella del Diavolo

Fotografare una spiaggia, torri saracene e un promontorio sul mare

Il Poetto e la Sella del Diavolo sono paesaggi costieri di Cagliari, due luoghi ben distinti: una lunghissima e famosa spiaggia e un promontorio. “Poetto” è anche il nome di una torre saracena sulla Sella del Diavolo, un piccolo monumento che mi ha sempre molto affascinato.

Sardegna, Cagliari, Torre del Poetto sulla Sella del Diavolo - Luca Tamagnini Catalogo 2024-004A

Torre Poetto Sella del Diavolo, 2024
Catalogo 2024-004A
Serie: Fine Art
Edizione aperta
Foto Luca Tamagnini


Torre del Poetto

La Torre del Poetto è della fine del millecinquecento realizzata dagli spagnoli per contrastare le incursioni barbaresche. Del sistema difensivo facevano parte anche la Torre di Sant’Elia sullo stesso promontorio della Sella del Diavolo, la Torre del Prezzemolo e la Torre di Mezza Spiaggia, posizionata al centro della Spiaggia del Poetto. La Torre del Poetto nella Sella del Diavolo è un luogo molto identitario. Originariamente conica e a cupola, la struttura può essere classificata tra le torri minori del sistema fortificato menzionato, le “Senzillas“, ossia torri minori senza armamenti speciali, tranne alcune sentinelle armate di archibugi per la difesa personale.

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Torre del Poetto Sella del Diavolo, 2015 - Formato 100x100cm (immagine 90x90) - Grande fotografia Fine Art di Luca Tamagnini - Catalogo 2015-005
Torre Poetto Sella del Diavolo, 2015
100 x 100 cm
Catalogo 2015-005
Serie: Fine Art
Edizione limitata
Foto Luca Tamagnini

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    Cagliari, S.Elia Torre del Prezzemolo - Luca Tamagnini Catalogo 2024-014
    Torre del Prezzemolo, 2024
    Catalogo 2024-014
    Serie: Fine Art
    Edizione aperta
    Foto Luca Tamagnini


    Cagliari, Poetto, Torre di Mezza Spiaggia - Luca Tamagnini Catalogo 2024-023
    Poetto, Torre di Mezza Spiaggia, 2024
    Catalogo 2024-023
    Serie: Fine Art
    Edizione aperta
    Foto Luca Tamagnini


    Origine toponimi

    Poetto Sella del Diavolo

    La Torre del Poetto prende il nome da Pohuet (“piccolo pozzo” in catalano) per la vicinanza a una cisterna punica conosciuta come “sa bucca de su tiaulu” (la bocca del diavolo). Ecco l’origine dei due toponimi: Poetto e Sella del Diavolo. In realtà il promontorio visto dalla spiaggia disegna un profilo che sembra una gigantesca sella.

    Cagliari, Spiaggia del Poetto / Luca Tamagnini Catalogo 1992-010
    Spiaggia del Poetto, 1992
    Catalogo 1992-01
    Serie: Fine Art
    Edizione aperta
    Foto Luca Tamagnini


    Sentieri sulla Sella del Diavolo

    In estate, via mare, è un piccolo periplo meraviglioso. I paesaggi che qui racconto sono soprattutto quelli che si possono ammirare lungo i sentieri della Sella del Diavolo. Il sentiero più panoramico è quello che percorre la cresta, che guarda la spiaggia del Poetto e il porto turistico di Marina Piccola. Sul punto più alto della Sella del Diavolo si trova un sito archeologico con ben poco da vedere: i resti di un antico tempio fenicio. A questa lunga passeggiata, con buone scarpe, si accede dal lato di Cala Mosca, il versante opposto alla Spiaggia del Poetto. Un altro sentiero della Sella del Diavolo è quello che porta alla Torre del Poetto, al quale si accede dal parcheggio di Marina Piccola. Recinzioni della zona militare delimitano il sentiero e lo rendono poco attraente. L’ultimo tratto è quello spettacolare, quando all’improvviso vi apparirà la Torre del Poetto. Lo spazio agibile è poco, ho piazzato il cavalletto forse nell’unico punto possibile per fotografare la torre. Il vento gelido e la minaccia di pioggia mi hanno costretto a fare in fretta. Per chi ama il trekking esiste un sentiero che fa il periplo della Sardegna: il cammino delle 100 torri (qui il link al sito).

    A proposito della difesa delle coste dai pirati

    Ho finito di leggere un libro appena uscito che tratta l’Italia e il mare: Francesco Maselli, L’Italia ha paura del mare, NR edizioni. Ho trovato, in questo saggio-reportage, molti spunti interessanti sul nostro rapporto d’amore e di terrore del mare. Sicuramente le infinite incursioni dei pirati barbareschi e turchi, nei secoli passati, sono una delle principali cause che ci hanno allontanato dalle coste. L’autore di questo libro mi ha aperto gli occhi, riportando analisi storiche di esperti di quell’epoca, di quanto poco sono servite le torri saracene per difenderci.

    « In effetti la funzione di queste torri non è prettamente difensiva, è informativa: una catena di torri di avvistamento poteva avvertire con giorni di anticipo la grande città vicina dell’arrivo di navi ostili. […] L’Italia meridionale, soprattutto la parte tirrenica, non avrà mai un grande porto, agli spagnoli non interessa costruirne uno, non ci sono grossi arsenali né grandi commerci che passano di qui. Ecco perché, alla fine, la grande impresa ingegneristica delle torri costiere ha vita breve: mantenerle in funzione, pagare il personale, aggiornare le tecnologie delle armi da fuoco, è costosissimo. A partire dalla metà del Seicento, il pericolo turco si riduce, gli occidentali, soprattutto inglesi e francesi, cominciano a controllare il Mediterraneo. Così, le torri vengono progressivamente abbandonate. La paura, a volte, fa compiere imprese grandiose, ma poco utili. » [FRANCESCO MASELLI]

    La ragione dell’abbandono delle coste italiane sembra quindi che sia stata la mancanza, da parte della dominazione spagnola, di una reale capacità di proteggerci dai pirati. Invece di dedicarsi a massicci investimenti nella costruzione di centinaia di torri saracene lungo le nostre coste, sarebbe stato più saggio concentrarsi sulla creazione di porti e arsenali. La costruzione di navi, galere da guerra e una flotta sufficientemente potente avrebbe costituito una minaccia deterrente più efficace contro i nostri nemici razziatori.

    Torri costiere da salvare

    Oggi queste numerose torri costiere costruite dagli spagnoli, sono quello che resta di un conflitto di civiltà tra due grandi imperi: quello spagnolo e quello ottomano. Ruderi della storia, nel paesaggio costiero che lentamente si stanno recuperando, con restauri rigorosi e ben fatti. Nei miei peripli sardi è bello ritrovare in un paesaggio una torre restaurata. Ne ho fotografate tante in Sardegna, quasi sempre in luoghi spettacolari e perfettamente in armonia con la natura. Qui sotto tre torri costiere quasi del tutto perdute o in pessime condizioni, come la magnifica Torre di San Luigi sull’Isola di Serpentara.

    Luca Tamagnini Catalogo 2022-074 / San Vero Milis, Torre de Sa Scala ’e Sali, 2022
    San Vero Milis, 2022
    Torre de Sa Scala ’e Sali
    Catalogo 2022-074
    Serie: Fine Art
    Edizione aperta
    Foto Luca Tamagnini


    Torre di Porto Paglia / Luca Tamagnini Catalogo 2018-061
    Torre di Porto Paglia, 2018
    Catalogo 2018-061
    Serie: Fine Art
    Edizione aperta
    Foto Luca Tamagnini


    Sardegna, Isola di Serpentara Torre di San Luigi sullo sfondo il mare e Capo Carbonara
    Torre di San Luigi, 2012
    Catalogo 2012-009
    Serie: Fine Art
    Edizione aperta
    Foto Luca Tamagnini


    Torri Costiere 3D

    Sto lavorando ad un nuovo modo di riprendere i paesaggi, usando un drone e un’applicazione che trasforma le foto in modelli 3D. Usa l’intelligenza artificiale e qui sotto è possibile vedere i miei primi esperimenti che ho testato in Sardegna (gennaio 2024) proprio su alcune torri costiere.


    Torre di Pixinnì, 2024
    Rilievo 3D di Luca Tamagnini



    Torre dei Dieci Cavalli, 2024
    Rilievo 3D di Luca Tamagnini



    Torre dei Corsari, 2024
    Rilievo 3D di Luca Tamagnini


    Nuove forme espressive digitali tra fotografia e video che si adattano molto bene a monumenti ed opere dell’uomo isolate nel paesaggio. Nel mio nuovo libro sul paesaggio costiero della Sardegna ho inserito nell’ultima pagina un QR Code con contenuti extra digitali. Le torri costiere della Sardegna le ho inserite anche in questa appendice digitale del mio libro, dalla pagina di carta, al visore dello smartphone. Le torri sono un soggetto ideale per creare un tale contenuto digitale: monumenti che si evolvono, prendono nuove forme concettuali, in un linguaggio da video gioco. Una modellazione di beni culturali nel paesaggio, per una catalogazione tridimensionale di infiniti paesaggi.

    [LUCA TAMAGNINI]

    12 febbraio 2024

    © Copyright - Luca Tamagnini